Cornute e mazziate. L’apoteosi del comico

Cornuta e mazziata. Stamattina, mentre cercavo un po’ di sollievo infilando la testa nel freezer, ho pensato al senso di questa espressione. E, incredibile, mi calza a pennello.

L’episodio è un po’ datato, in effetti, ma credo rimarrà per sempre sul podio delle cose più squallidamente strane che mi sono capitate. Ebbene si, come nei peggiori film anni ’70 americani, mentre ero a lavoro, ricevo una mail. “Non ci  conosciamo, ma abbiamo una cosa in comune X”. X, il mio compagno dell’epoca. Ottimo, penso. Il socialismo applicato all’uccello. Lo penso e vado avanti nella lettura di una mail sgrammaticata e delirante. La signorina, dopo avermi messo al corrente del fatto che, per opera sua, più che una donna, ero diventata un alce si spertica in una serie di descrizioni da gelare il sangue. Dopodichè, colpo di scena, vuole il mio sostegno. Fammi capire: se andata a letto col mio compagno -ripetutamente, da quel che vedo-, ti sei presa la briga di cercare un mio contatto per dirmelo e ora che sei stata mandata al diavolo da lui, vuoi essere consolata da me? Aspetta un attimo in linea, che prendo una baionetta e ti faccio fare la fine di Marat.

Fortunatamente, siamo dotati di un certo senso pratico che ci spinge a mantenere il decoro. E la fedina penale pulita. Dunque le rispondo dicendole che, onestamente, tutta quella faccenda non mi interessava. E che quello che leggevo era uno sfogo privo di senso di una persona col carisma di una servetta di bassa lega. Le intimo di non contattarmi più, mentre avevo già chiamato quel disgraziato al quale stavo strappando telefonicamente ogni pelo del corpo. Ero talmente fuori di me che non riuscivo manco a essere dispiaciuta. E speravo che la cosa si fosse conclusa così perchè, altrimenti, al diavolo il senso pratico, avrei ammazzato qualcuno.

Nel tornare a casa, entro in un negozio di scarpe e ne compro sei paia. Arrivo a casa e benedico mio fratello il quale, avendo visto la mala parata, aveva deciso di comprare una tonnellata di gelato tossico. Al gusto Snicker. Mentre affogo nel colesterolo, mi arriva un’altra mail da questa squinternata. In cui, elegantemente, mi chiama “figa di legno”. Vado a controllare: mi sembra che sia a posto. Cioè, comunque non è di legno. Decido di non risponderle. E lei non demorde. Me ne manda un’altra. A quel punto capisco che fa di secondo nome Psyca. Si è scaricata da un qualche social network tutte le mie foto e descrive minuziosamente cosa non va in me. E nel mio abbigliamento. Per concludere in modo originale che il fatto che io sia alta 180 cm, sia magra e col seno grosso non fa di me una bella ragazza. Già. E, del resto, il fatto che sopra di te sia passato Sant’Antonio con la pialla e abbia limato ogni parvenza di femminilità, ti rende estremamente appetibile. Le rispondo solo puntualizzando che quando utilizziamo il verbo avere alla seconda persona singolare, è opportuno utilizzare l’H. Altrimenti quella diventa una preposizione articolata. Le dico anche che mi dispiace che abbia dovuto interrompere gli studi alla seconda elementare e che, comunque, per inciso, io stavo andando alla polizia, a denunciarla per stalking.

Ogni tanto ancora mi scrive. Purtroppo non ha avuto modo di riprendere gli studi e, quindi, è rimasta un po’ troglodita. Mi fa simpatia a suo modo e quindi mi conservo tutte le sue mail che danno quel tocco di folklore alle mie giornate.

Da questa faccenda, ho tratto alcuni insindacabili insegnamenti che immagino abbiano un valore universale.

  • Se dovete tradire qualcuno, fatelo. Ma fatelo bene: evitate che poi le vostre amanti vadano in giro a mettere i manifesti sotto casa della legittima. E questo vale pure per le donne. In caso contrario, tenetevelo nelle mutande che, comunque, male non fa.
  • Donne nel ruolo di amanti: comportatevi con un minimo di decoro. Se siete nate come “amanti”, al 90% tali rimarrete. Pertanto, preparatevi alla fregatura del sesso senza impegno perchè la donna storica difficilmente verrà mollata. E non credete a tutte quelle stronzate tipo “Si, siamo in crisi. Lei non fa più per me”. Fatevene una ragione e evitate di farvi umiliare e di umiliarvi con atteggiamenti di cattivo gusto. Siete grandi abbastanza da capire quando la situazione è senza uscita.
  • I fratelli sono una mano santa. Specie quando, in mezzo alla disperazione, ti dicono che adesso andranno a prendere una mazza da baseball e andranno a rompere la testa a chi ti fa stare male. Salvo poi intossicarsi con te sul divano con porcherie di ogni genere.
  • Care cornute, se avete a disposizione una carta di credito a voi intestata, quando le corna sono ormai palesi entrate in un negozio di scarpe. Il conto non sarà contento ma voi vi sentirete un gran meglio.

Lady B.

Annunci

4 responses to “Cornute e mazziate. L’apoteosi del comico

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: