Kamasutra meditativo. L’uomo con il mestruo che non trovava se stesso

Non mi prende sul serio nessuno. Deve essere la mia faccia: secondo una mia amica, ricordo un cartone animato. E, notoriamente, i cartoni animati non vengono mai presi sul serio.

Questa faccenda sta iniziando a crearmi qualche problema all’università, al lavoro, sul fronte sentimentale. O meglio, sul fronte sentimentale me ne ha sempre creati. “Ma dai, tu con quella faccia da Pippo non puoi essere arrabbiata!” La faccia da Pippo? Ti sto dicendo che non voglio vederti mai più e tu mi dici che sembro Pippo?

In virtù di questo, stamattina mi è venuto in mente un uomo con il mestruo che avevo veramente rimosso. Un attrezzo di rara imbecillità con il quale sono uscita qualche sporadica volta tra i 17 e i 18 anni. Non ricordo nemmeno come ci siamo incontrati. La memoria, alle volte, fa miracoli: ci concede il lusso di dimenticare l’orrore.

Sostiene di essere un artista. Io mi stramaledico perchè durante tutto il liceo ho avuto la sventura di imbattermi solo in artisti. O pseudo tali. Lui si vede già a Hollywood per quanto non manchi mai di farmi notare che la sua vera passione è il teatro. E quindi, per far colpo su di me, recita, martoriandoli, sonetti di Shakespeare. Mentalmente, chiedo perdono a Shakespeare. Mi dice che recita in una compagnia, che fanno spettacoli. Insomma, un tipo impegnato. Talmente impegnato che non possiamo sentirci telefonicamente. “Ma, scusa, reciti tutto il giorno?” “No, ma poi mi devo riposare. Non mi chiamare. Quando mi sentirò pronto, ti chiamerò io.” A ventiquattro anni, è già pronto per la clinica psichiatrica. E quindi ci vediamo con cadenza praticamente mensile. Salvo impreviste variazioni, per cui capita che Sua Maestà si faccia vivo anche ogni due settimane. “Guarda che ha un’altra” mi fa notare un’amica. “Noooo…impossibile. E’ troppo impegnato secondo me” rispondo, dando prova di una deficienza senza confini. Comunque, si instilla in me il sospetto. E quindi decido di mettere i remi in barca e di non cercarlo troppo. Continuiamo a vederci sempre saltuariamente. Mi fa dei discorsi imbarazzanti sulla presunta libertà sentimentale che deve essere concessa all’artista. Non chiedo nemmeno numi: è tutto chiaro. Così, tra il lusco e il brusco, mi trovo un altro. Però penso che potrebbe essere educato dirglielo. E dunque lo chiamo ma non risponde. E va beh, mi dico, meglio così. Manco finisco di pensarlo che mi manda un sms al limite del paradossale. “Non devi chiamarmi! Sto facendo meditazione tibetana con L!” L. ovviamente è una di cui io ignoro l’esistenza. Gli rispondo che, per quel che mi riguarda, con L. ci può girare pure un porno e che io volevo solo dirgli che non era il caso di continuarci a vedere perchè avevo conosciuto una persona che, stranamente, mi rispondeva al telefono e ai messaggi. Si, insomma, un caro saluto. Non ci sentiamo più. E io me lo dimentico proprio. Dopo un anno mi manda un sms. “Ho fatto un errore. Ti ho tradita ma non avrei mai dovuto. Me ne sono accorto troppo tardi, quando ancora non avevo finito di trovare me stesso”. Rispondo “N., fatti una vita. Possibilmente lontano da me”. L’artista che è in lui si ribella. E dunque mi scrive “Sei spietata e senza cuore. Io mi stavo innamorando di te e tu non me ne hai dato la possibilità”. “Ah si? E quando, di grazia, ti stavi innamorando? Mentre praticavi il kamasutra con L?” Non risponde più. E’ evidentemente sopraffatto da un dolore inesprimibile.

Torniamo sempre al solito punto. Il rispetto. Che marcia di pari passo con la chiarezza. Perchè è vero che io non sono la donna della tua vita (e fortunatamente non ambisco nemmeno ad esserlo) ma è anche vero che se vogliamo per forza rendere indiviso quello che dovrebbe essere condiviso, la prossima volta esci con un manico di scopa. E ci fai tutta la meditazione tibetana che ti pare.

Lady B.

Una piccola postilla: me ne vado in vacanza e ci sentiamo tra qualche giorno. Vi ringrazio per il supporto costante e per le mails che mi scrivete. Pian piano risponderò a tutti, sperando di continuare a riceverne. E ringrazio anche qualche uomo con il mestruo che si è riconosciuto in qualche articolo e che mi ha definita supponente e arrogante. E’ sempre un piacere veder confermate le proprie tesi sulle persone.

 

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3 responses to “Kamasutra meditativo. L’uomo con il mestruo che non trovava se stesso

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