La Vita Zero

Questi giorni di pausa mi sono serviti. Sono stata cinque giorni senza fare niente e, appena tornata a casa, tutto il senso di sollievo generato dalla vacanza è stato spazzato via da un piccolo dramma domestico. Il freezer lasciato semi aperto: un lago di acqua e una poco invitante puzza di carogna. Se poi penso anche che non funzionano i condizionatori e che domani mattina alle 6.45 mi suona la sveglia, beh…

Mentre mi godevo il sole di fine luglio ho ripensato ad un’interessante conversazione avuta qualche giorno con E.

E. è un mio caro amico. Sarebbe potuto diventare una frequentazione, un uomo con il mestruo o chissà che altro. Invece abbiamo avuto entrambi il buon senso di lasciar perdere ogni tipo di complicazione, aiutati dal fatto che viviamo agli antipodi dello Stivale.

Insomma, io con E. mi diverto a parlare e a prenderlo un po’ in giro. Perennemente spettinato, come la sottoscritta, incarna il prototipo di uomo che ancora crede nel romanticismo e nell’amore pulito.  Un bravo ragazzo. E, infatti, se la prende sempre in quel posto. Nell’ultimo anno ha collezionato diverse donne malmostose che, forse preoccupate di non aver davanti la solita faccia di culo che le avrebbe fatte stare sicuramente uno schifo, hanno pensato bene di metterlo un po’ in croce. Lui è abbastanza stoico in questo. Incassa con deliziosa dignità. E poi si gira dei film nella sua testa micidiali, fatti di conversazioni che non accadranno mai, in cui lui gliene dice quattro, a quella là. Penosamente identico a me. Il che, tutto sommato, non è certo una virtù.

L’argomento della nostra ultima conversazione impegnata era “Quanti NO devo beccarmi prima di smetterla di chiederti di uscire?” E. infatti, caparbiamente, si ostina a invitare fuori una tipa piuttosto recalcitrante. Poichè pare che la signorina in questione sia fornita di un paio di belle caviglie, lui non demorde. Almeno, non lo ha fatto fino a questo momento.

Supponiamo di vivere in un videogioco. Quante vite abbiamo a disposizione per uccidere il mostro e conquistare la principessa? Se fossimo onesti, ne avremmo tre. Anche Supermario ne ha 3, dunque non bariamo. Se la prima volta ha mal di testa, se la seconda volta ha un’unghia incarnita e, comunque, è molto stanca perchè il torno di canasta l’ha fortemente debilitata, se la terza volta ha i capelli sporchi, direi che c’è il game over. Save and quit, diceva il mio vecchio saggio Nintendo. C’è sempre la possibilità di una vita bonus. Bene, usufruiamone. E poniamo il caso che, proprio in quell’occasione, lei sia ben disposta e voglia uscire. Supponiamo anche che, data la rarità dell’evento tu ti sia dato da fare e abbia organizzato una serata coi controfiocchi. Da sbalordire chiunque. Se la volta dopo ti dice di nuovo picche, sostenendo di avere la trisavola con un forte raffreddore, allora scatta la Vita Zero.

La Vita Zero è quando tiri i remi in barca, spegni il cellulare, ti ammazzi di seghe mentali e dai  il cordoglio a tutti i tuoi amici. Perchè non ti chiama, perchè non esce con te, perchè non riesci a capire per quale diavolo di motivo tu non vada bene. La Vita Zero è il passo precedente al Nirvana. Superata questa fase drammatica, se nel frattempo tutti i tuoi amici non si sono suicidati a furia di sentire le cazzate che racconti, allora sei in pace con te stesso. E non ci sono uomini col mestruo o donne disadattate che tengano. Il punto è che noi ci attacchiamo disperatamente alla scia di profumo lasciata dalla vita bonus. Lei/lui si ci ha concesso un pezzetto di metacarpo e noi cerchiamo di prenderci tutto il braccio. Rimanendo puntualmente fregati. Un po’ come se Dracula si trovasse di fronte alla donna cannone ma fosse costretto a succhiare sangue da una zanzara.

E. , in preda al pessimismo cosmico, ha iniziato un corso di falconeria e si ostina a leggere degli orribili libri di marinai e affini. Sono quasi certa che si trovi in piena Vita Zero. Però sono altrettanto fiduciosa delle sue capacità di venirne fuori.

Io, nel frattempo, anche in vacanza vengo allietata da qualche disastroso ex. Colui che per mesi non ha fatto altro che dirmi che lui sentiva che tra noi non poteva funzionare. Salvo poi scrivermi di avere una certa impellenza di parlarmi. E’ bene che lui continui a sentire le voci, o quel che diavolo sentiva. Sta di fatto che io non sento più la scia profumata della vita bonus ma solo un certo tanfo di carne avariata che devo andare a buttare via. Con la stessa nonchalance con cui ho cancellato il suo numero dal mio telefono.

Lady B.

Annunci

4 responses to “La Vita Zero

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: