Invecchiare con dignità

Il rientro in ufficio dopo le vacanze è un crimine contro l’umanità. Ma, soprattutto, dover infilare un tacco 20, sempre amatissimo per carità, dopo aver passato giorni scalza, è veramente una tortura.

Stamattina in tram, mentre riflettevo su quanto perniciose siano le strade della mia città per le mie scarpe, ho ripensato anche a un paio di scene viste in spiaggia. Il che mi ha portato a tirare le somme sul concetto di dignità e su quello del “c’è un tempo per ogni cosa”. Ho passato cinque giorni stravaccata su uno scoglio scomodissimo. La calca della spiaggia non mi piace, dunque preferisco fare la fine di San Lorenzo sulla graticola, ma godermi una sana solitudine. Non era uno scoglio particolarmente grande, tuttavia era piatto: sembra fatto apposta per consentire la presenza di quattro, massimo cinque, esseri umani. E così, di quando in quando, ospitavo perfetti sconosciuti che tuttavia avevano la compiacenza di starsene tranquilli da una parte. Sane regole del vivere civile. Poi, ovviamente, l’imprevisto carico di folklore. Una bella mattina arriva lei. Una mia concittadina. Riconoscibilissima dal tono orribilmente elevato della voce e dalla solita, pessima, abitudine di allargare le vocali. Biondissima, abbronzatissima, organizzatissima. Con un bikini bianco inesistente che, se immerso in acqua, diventava trasparente. Ah, la mia concittadina, per inciso, era un’ultrasessantenne a cui il troppo botox impediva un regolare movimento maxillo facciale. Il classico tipo che i miei nipoti definirebbero “dietro liceo, davanti museo”. Questa signora mi si stende vicino. Più che altro si espande a macchia d’olio con tutta la sua roba e mi relega in un angolino. Decido di assumere un contegno silenzioso. Ma lei no, lei vuole parlare. E mi racconta tutta la sua vita. Mentre me la racconta, pensa bene di togliersi il pezzo di sopra del costume. Vengo colta da un moto di orrore.

Apriamo una piccola parentesi. Una bella donna è colei che, nonostante i difetti, riesce a valorizzarsi in modo elegante. Una bella donna è colei che riesce a fare dei suoi difetti un’arma di seduzione. Impariamo, dunque, a distinguere una bella donna da una massa informe di silicone che non riesce ad arrendersi ai segni del tempo. Perchè se hai 60 anni, è giusto che tu abbia le tue rughe, è giusto che il tuo corpo non sembri quello di una ventenne. E’ nell’ordine delle cose. Come sarebbe nell’ordine delle cose invecchiare con dignità. E, per l’amor di Dio, non che tu debba vestirti con un saio, ma un bikini bianco della grandezza di un francobollo no. E’ assolutamente vietato. Il bianco è un colore infingardo.

Se hai un culo che è una forma di parmigiano, con un bikini bianco rischi di confinare con l’Austria. Prendiamo atto dei nostri punti deboli. Io ho le gambe storte e un sedere talmente piatto che definirlo addirittura sedere grida vendetta al cospetto di qualunque ragazza meglio equipaggiata. E dunque evito accuratamente di ostentarlo. Lo faccio passare in sordina.

Se hai un seno da donna sessantenne tienilo coperto. Mettici sopra due rombetti di stoffa imbottita e tienilo coperto. Non ti mettere davanti a me con quelle due lacrime appese. Ma, soprattutto, non fare la marpiona con il ragazzetto ventenne che ha avuto la sciagura di mettersi sul nostro stesso scoglio. E, in ogni caso, non ti stupire se lui ad un certo punto si alza e se ne va. Guardiamo la situazione con obiettività: le lacrime appese, un bikini trasparente, il culo forma di parmigiano, la faccia piena di botox, le braccia sode come un piatto di trippa alla romana. Per quanto tu voglia fare la femme fatale, il risultato potrebbe essere ben diverso.

Quindi dignità. Ma non perchè, da un punto di vista assoluto, ci sia qualcosa di sbagliato nel riempirsi di botox e sembrare una maschera mortuaria. Ma perchè probabilmente, quando avremo superato i 60 o i 70 anni non saremo più in grado di riconoscerci allo specchio.

E poi perchè, in effetti, se vogliamo dirla tutta, rischiamo di non essere più biodegradabili con tutta quella plastica in corpo. Con grave danno per tutti. Anche per il pianeta.

Lady B.

 

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6 responses to “Invecchiare con dignità

  • Ambra

    permettimi di dissentire.
    Lo so che queste questioni dipendono dai punti di vista, però volevo farti presente che da dove sto leggendo ora io, l’Austria è a 40 km di distanza. L’Austria non va bene. Suggerirei il confine con l’Ungheria. L’Austria infatti, in quella parte che confina con l’Ungheria, è laaaaarga.

  • voglioessereottimista

    diciamo pure che se la signora fosse stata ricca, il 20enne avrebbe risposto al flirt invece di dileguarsi…

  • Sunbynight

    “Eccomi! Io sono queste righe, senza di loro non ti servirei a niente, queste righe sulla faccia sono il mio curriculum, tracciano il lavoro che ho dovuto fare per arrivare fin qui, non avró la pelle liscia, ma guarda i miei occhi, sono di una donna felice di avere sulla faccia ancora una faccia, la mia.”

    :) Le vecchie sagge donne.

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