Treni presi e treni persi.

Stamattina ho ricevuto una mail che mi ha fatto riflettere un po’ sul concetto di svilimento di se stessi e di priorità. Era una bella mail, la riporterei per intero se non fosse che credo che chi l’ha scritta non abbia esattamente questo desiderio.

E, allora, convenzionalmente, inizierò a parlare per ipotesi o per sentito dire. Supponiamo, ma potrebbe anche non accadere, che due persone si incontrino per caso, una sera. Supponiamo anche che si piacciano e che siano due persone sufficientemente adulte da essere consapevoli delle proprie aspettative verso l’altro. Quindi, con tutte le reticenze del caso, iniziano a vedersi. Reticenze perchè, chiaramente, entrambi hanno un vissuto pesante e sono legate da certuni pregiudizi e paure. Già qui c’è un ostacolo perchè, riflettendo a braccio  in questo momento, mi viene da dire che se consentiamo al pregiudizio o alla paure di gettare un minuscolo seme nella nostra testa in qualche modo decretiamo una sorta di finale amaro per una frequentazione. Ad ogni modo uno dei due è più lanciato. Immaginiamo, per assurdo, che questo si sia fatto una precisa idea di come le cose potrebbero andare. Perchè potrebbe non essere la scelta migliore nel breve periodo, potrebbe non essere la scelta vincente, potrebbe essere una catastrofe. Però a questa persona una serie di vicende più o meno gravi, hanno insegnato che nella vita se vuoi avere qualcosa che non hai mai avuto, devi essere disposto a fare qualcosa che non hai mai fatto. E, dunque, gettandosi alle spalle il suo più grande limite, ovvero l’incapacità di comunicare serenamente con l’altro, si inizia a scoprire. A suo modo si confessa, sperando che tutto questo non faccia allontanare l’altra persona. Se, per un verso, riceve dei segnali positivi, per l’altro gli si mettono contro una serie di elementi oggettivi. Ad esempio, l’estate. E le continue partenze di entrambi per destinazioni diverse. Questo non dovrebbe poi essere un limite, in teoria. Perchè, in un rapporto che si spera orientato verso la pariteticità, le persone si continuano a sentire e si raccontano le proprie vacanze nell’attesa di rivedersi. Attesa che dovrebbe essere vissuta da entrambi con una certa tensione emotiva. In pratica, questo spesso non accade. E dunque questa disgraziatissima persona si trova in una situazione antipaticissima. Cerca senza ottenere risposta. O comunque ottiene delle labili risposte, stimolanti quanto una frittata a base di uova rancide. Non demorde, almeno per un po’. Poi, una bella mattina, decide che può bastare. Non è convinta di questa scelta ma, si fa due conti, e mette in mezzo il concetto di dignità personale. Perchè “in certe circostanze, non è giusto continuare a calpestare se stessi nel tentativo di convincere una persona a scoprire il buono che c’è in noi. Come io desidero conoscere sempre di più tutto quello che ti riguarda, così dovrebbe essere per te. E se questo non accade, forse l’errore è stato mio nel cedere subito, nel cercarti troppo pretendendo troppo poco”.

Non so cosa rispondere a questa mail. Non possiamo rimanere con il dubbio di non aver provato tutto il possibile ma non è giusto nemmeno vivere nell’angoscia di aver detto la frase giusta al momento sbagliato. Non è giusto aspettare ore, giorni, una risposta che dovrebbe arrivare dopo pochi minuti.

La nostra vita è come una stazione ferroviaria lussemburghese. Il treno passa sempre in orario, i ritardi sono minimi. Sono pochi e rapidissimi i secondi che possono cambiare in modo definitivo il senso di un’esistenza, facendola incrociare con un’altra piuttosto che imponendole di continuare un percorso già intrapreso. E dunque, visto che la vita è fatta di treni presi e non di treni persi, abbiamo poche banali alternative. Possiamo decidere di rimanere sulla banchina e aspettare un po’ oppure possiamo caricare noi stessi, e il nostro bagaglio fatto di orgoglio e piena consapevolezza del nostro valore, sul treno  senza lasciare alcuna possibilità di appello al ripensamento. Ma non possiamo aspettare per un tempo indefinito un arrivo che non ci sarà mai, nutrendoci di speranze realistiche quanto un fuoco fatuo. Perchè, mentre sprechiamo il nostro biglietto di sola andata, chi ci illudiamo di attendere è salito su un’altra corsa.

Lady B.

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