Sesso e miopia.

Ieri ho trascorso una delle serate più tristi degli ultimi dieci anni. Tornata dalla seconda tranche di ferie carica di valigie, compreso anche un trolley per trasportare quei 15 chili di gatto nero che possiedo, ho messo piede in casa per rendermi conto della più totale assenza di roba commestibile. Non potendo contare su un invito a cena dell’ultimo minuto da parte di inesistenti corteggiatori, ho setacciato tutta la città in cerca di qualcosa di aperto. Anche il take away cinese era chiuso per ferie. Sul fondo del frigo ho trovato delle carote appartenenti ad un’altra epoca e dello stracchino. Mi sono fatta forza e li ho resi, almeno nella mia mente, eduli.

Mentre consumavo questo lieto pasto, ho iniziato a far due chiacchiere a distanza con una mia amica e, contemporaneamente, guardavo Take the Money and Run, di Woody Allen. Questa mia amica è spesso spunto di riflessioni. E anche Woody Allen. Dunque ho riattivato il cervello, rimasto sopito per almeno dieci giorni. Nel film che stavo guardando, c’è una scena di sesso. O, comunque, una scena in cui si capisce che i due si stanno dando parecchio da fare. Noto che Allen porta i suoi enormi occhiali neri. Cioè, è nudo e fa sesso con i suoi enormi occhiali neri. Vengo folgorata da una visione non proprio edificante. Io anche porto degli enormi occhiali neri. Quadrati, per l’esattezza. E, dal momento che sono una talpa di prima categoria, li tolgo solo quando è strettamente necessario. Ovvero quando i miei occhi sono chiusi.Quand’è che i miei occhi sono chiusi? Quando dormo. Basta. Ho iniziato a riflettere: ma ci sono altre circostanze in cui mi ricordo di levarmi gli occhiali? Quando faccio la doccia. Ogni tanto. Perchè spesso, in preda alla fretta mi butto senza troppi convenevoli sotto la doccia e, quando inizio a vedere tutto appannato, prima di convincermi di una cecità fulminante, faccio un controllo e tolgo degli occhiali ormai lessati dal vapore. Dunque, arrivo all’allarmante conclusione che, di tanto in tanto, anche nei momenti di intimità faccio come Woody Allen. Mi tengo gli occhiali. E Woody Allen non è che sia proprio il guru della sensualità.

Persa in questa riflessione, che rendeva ancora più infelice la mia cena, mi sono ricordata di una cosa che mi è successa qualche mese fa.

Stavo andando in trasferta per lavoro, ero in treno. Nel tentativo di rendere le cose più semplici, avevo stipato tutto in una minuscola sacca da viaggio. Ovviamente, “tutto” non comprendeva i documenti e le relazioni che dovevo presentare. Quindi avevo le mani piene di carte varie. In qualche modo, mi spalmo sul sedile, ormai sepolta da tonnellate fogli. Un tipo mi osserva di sottecchi. Mi sono sentita profondamente a disagio, devo dire. Non ero per niente un bello spettacolo. Il tailleur sembrava uscito da uno strizzatoio, i miei capelli erano un disastro e, in più, tutta quella carta. Ho cercato di mimetizzarmi dentro una cartellina ma non c’è stato nulla da fare. Il tipo mi chiede l’ora. Inizio a sospettare che sia deficiente. Ha un orologio enorme al polso mentre io non trovo manco il cellulare. Attacca bottone e, visto che tutto sommato, è un bel ragazzo lo lascio parlare. La conversazione spazia e prosegue tranquilla fino a quando lui non deve scendere. Poi mi fa una confessione. “Sai, ci tenevo a parlare con te, perchè mi hai ricordato da subito un mio idolo”. Mi sento tronfia e piena di ego “Sarebbe?” Chiedo, convinta che la sparasse enorme. Dicendomi tipo “Sai, mi ricordi la Bellucci.” Mi guarda e risponde “Ovviamente, Woody Allen. Non te l’hanno mai detto?” “…no…” Mi lascia il suo numero e scende dal treno. Io vorrei buttarmi dal treno in corsa, sperando di finire contro un palo della luce.

Questo episodio, corroborato dalla riflessione in seconda serata di ieri, mi porta a un’altra conclusione. Che, tuttavia, riguarda solo me in prima persona e, forse, tutti coloro che non vedono a un palmo dal loro naso.

Quando si parla con degli sconosciuti, quando si va a letto con il proprio partner e, in generale, quando ci si trova in un contesto sociale di un certo tipo, gli occhiali possono essere più invalidanti di una miopia già catastrofica. Vanno tolti.

E dunque questa mattina, mentre andavo a lavoro, ho deciso di fare un esperimento. Li ho levati in tram. Così, oltre ad aver sbagliato fermata, ho preso in piena fronte un albero che, casualmente, non avevo visto. Temo che assomiglierò a Woody Allen per tutta la vita.

Lady B.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: