Sliding doors.

Continuo a interrogarmi sulla questione del “timing”.

Pare che ci siano delle circostanze in cui una persona si trova al momento giusto nel posto giusto e dica, pensate un po’, la cosa giusta. A me, onestamente, non è mai capitato: magari mi trovo al posto giusto al momento giusto. Ma dico, inevitabilmente, la cosa sbagliata. Più di frequente, accade che mi trovo al posto giusto, dico la cosa giusta e la persona con cui mi trovo è sbagliatissima. E quindi arrivo alla conclusione che se vivessi in una dimensione zero, dove tutto è puntiforme, mi sentirei molto meglio.

Non si sa quante relazioni saltano per aria per via di questo timing “sbagliato”. Il timing non è un Negroni. Non c’è la versione sbagliata.

“Sei la persona giusta per me. Ma il momento non è quello giusto”. Questo non è timing sbagliato. Questa è paraculaggine e tu che me lo stai dicendo sei, senza dubbio, un uomo con il mestruo. Perchè spesso e volentieri non c’è un momento giusto. C’è solo un momento che potrebbe  non ripetersi mai più e, se non lo cogli, perdi un’occasione. Poi possiamo discutere a lungo sul fatto che tu potresti non ritenermi un’occasione bensì una palla al piede. Ma, in ogni caso, cerca di non indorare male la pillola.

A questo proposito, mi è venuta in mente una cosa che ha dell’incredibile. In un momento di mio sfasamento totale, in cui sarei uscita anche con una cocurbitacea pur di non stare a casa, inizio a frequentarmi con uno. Per la verità, questo ha fatto tutto da solo. Mi proponeva delle cose surreali, come weekend a New York a sue spese, che io ho sempre gentilmente rifiutato. Continuava a dirmi che si stava convincendo che fossi la donna della sua vita. E io ho lasciato correre fino a che non ho deciso che ero interessata. A quel punto, la magagna. “Non è che sono proprio libero. Ogni tanto mi vedo con una, ma senza impegno”. “Beh. Immagino che saremmo andati in tre a New York.” “Non puoi essere così cinica. Non capisci il mio dramma interiore”. No, però ho idea che tra poco, esteriormente, tu dovrai andare da un dentista perchè sto per romperti i denti con una bottiglia. Mi chiede del tempo per “rimettere ordine nella sua vita”. Stupidamente, accetto. Poi, surrealismo nel surrealismo, sparisce. Non è che me ne dispiaccio però, obiettivamente, la cosa mi fa volgarmente rosicare.

Apriamo una delle mie amate parentesi. Come diceva qualcuno, le parole sono importanti. Non riempiamoci la bocca di frasi che non possono essere interpretate se non in un modo. Il “Credo che tu sia la donna giusta per me” non potrà mai essere travisato con un “Accidenti che caldo che fa oggi, hai sete?”. Quindi, se non siamo sicuri di quello che proviamo, se non siamo sicuri delle nostre intenzioni, è meglio tacere. Del resto, abbiamo due orecchie e una bocca per ascoltare il doppio rispetto a quello che saremmo portati a dire. Altrimenti la proporzione sarebbe invertita.

Insomma sparisce. Io mi faccio venire una gastrite e poi me ne faccio una ragione. Passa un annetto e ricompare. E’ incredibile: gli uomini con cui sono uscita sono un po’ come dei diesel. Hanno bisogno di 364 giorni di carburazione. Al 365 esimo si svegliano e si rendono conto di quanto io sia indispensabile per completare le loro vite. Peccato che, nel frattempo, io abbia consumato diverse confezioni di Maalox e il mio nervosismo per aver arricchito le case farmaceutiche per colpa loro è decisamente palese. Insomma, ricompare. Sotto al mio ufficio. “Oh.” Dico. E ancora “Oh.” “Sei piacevolmente sorpresa, vero?” “No. Mi dispiace solo di avere un paio di scarpe costose ai piedi, altrimenti te ne avrei tirata una dietro. Che vuoi?” Inizia una solfa imbarazzante sulla sua confusione, sul fatto che scegliere l’altra non sia stata una scelta vincente. “Vuoi una pacca di commiserazione sulla spalla, o possiamo salutarci così?” Non demorde. “Devo parlarti” “Non mi pare. Mi dovevi parlare forse un anno fa. E’ caduta in prescrizione la nostra conversazione.” Morale della favola, me ne vado a casa, furiosa. E la furia diventa cosmica quando, come al solito, leggo un suo sms in cui mi dice che lo sa che prima o poi cambierò idea e mi renderò conto che siamo fatti per stare insieme. E che lo scorso anno, era tutta questione di timing sbagliato.

Non fatevi fregare, donne o uomini. La questione del timing è una stronzata che viene raccontata quando, per codardia, il nostro pseudo partner non ha voglia di assumersi manco mezza responsabilità. E, se lui/lei si dovesse ripresentare a distanza di tempo, come l’orribile passato di verdure che vostra madre vi riproponeva il giorno dopo, abbiate il buon senso di mandarlo al diavolo.

Non sono sicura che abbia senso, però in fondo forse è meglio un passato di verdure che un futuro di merda con uno che non vi ha voluti nel momento in cui vi siete incontrati.

Lady B.

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