Paracadutismo e lavanderia

Non guardavo la televisione da un po’ di tempo. Si, insomma, quello che passa la televisione mi fa orrore e dunque preferisco impiegare il mio tempo in altre attività. Stamattina però, mentre cercavo di prendere nuovamente coscienza di me con sei litri di caffè, l’ho accesa nella speranza di trovare un telegiornale degno di questo nome. Dopo qualche minuto, viene mandata in onda una pubblicità raccapricciante. Lei, diciassette anni, leziosamente stesa sul letto accanto alla madre quarantenne. “Mamma! Ho un fastidioso prurito intimo!” Ho sputato il caffè ovunque, pure sul gatto. Se io, anche oggi intendiamoci, andassi da mia madre e le dicessi che ho la patonza flambè, probabilmente ci rimedierei una rastrellata.

Ho iniziato a riflettere su quante pubblicità veramente distorsive del mondo femminile sono state prodotte negli ultimi dieci anni. In realtà, con scarsa fantasia, mi sono venute in mente solo quelle dei detergenti intimi, delle creme lenitive per parti intime, di slip contenitivi e le famigerate reclame degli assorbenti. In sostanza, la realtà femminile, nella testa dei pubblicitari, è limitata a pruriti e dolori.

Sorvolando sui detergenti, sulle creme e sugli slip contenitivi, vorrei dire un paio di cose sugli assorbenti. E se l’argomento vi fa senso, vi capisco. Potete non leggere e pensare che le donne, per sette giorni al mese, stanno comodamente sdraiate su un enorme petalo blu.

Tutte le donne usano gli assorbenti o li hanno usati nel loro passato. Ma nessuna ne gioisce o ne ha gioito. Trovo personalmente molto ridicolo che si possa anche solo immaginare che una donna al primo giorno di ciclo saltelli per casa indossando degli improbabili pantaloni bianchi, dichiarandosi pronta a lanciarsi col paracadute. E chiunque abbia elaborato una pubblicità così idiota, probabilmente non ha mai avuto il ciclo. Quindi, o è un uomo oppure è una tredicenne in fase pre menarca. Considerando che difficilmente a tredici anni si è pubblicitari, rimane giusto un’ipotesi.

Immaginate per un solo momento di svegliarvi in piena notte con una fitta ai reni, un crampo alla bocca dello stomaco e un cerchio alla testa. Passate il resto della nottata in bianco e ovviamente vi addormentate alle 6.30 del mattino. La sveglia vi suona alle 7.00 e non potete non alzarvi perchè dovete andare a lavorare. Dopo aver ovviamente rifatto i letti, dato una sistemata alla casa, preparato il pranzo ai vostri figli, se ne avete. Dovete scegliere con cura il vostro abbigliamento, stando attenti a evitare fastidiose derive. Nel frattempo, i vostri reni continuano a darvi i tormenti, nonostante siate imbottiti di antidolorifici che prima o poi vi causeranno problemi di fegato. Arrivate in ufficio con delle occhiaie evidenti come l’autostrada del sole, delle borse sotto gli occhi che in realtà sono dei trolley e iniziate a lavorare. Senza lamentarvi. Perchè è una cosa naturale sanguinare per una settimana tra atroci dolori senza morire. Nel frattempo siete accusati di essere un po’ irritabili perchè, in fondo, che sarà mai dover ascoltare le lamentele di tutti dopo aver passato una nottata in bianco? Conclusa questa giornata lavorativa, dove dovete essere pieni di brio e produttivi come al solito, tornate a casa. Le alternative sono: avete una famiglia o non avete una famiglia. Se avete una famiglia, dovete preparare la cena, controllare i compiti dei vostri figli e dar retta al vostro partner che, peraltro, potrebbe aver in mente un finale di giornata diverso da quello che sognate voi. E voi, tendenzialmente, sognate di mettervi un pigiama che può essere tolto solo con l’uso di un cacciacopertoni. Se non avete famiglia, dovete pensare alla vostra sopravvivenza, alle lavatrici, alla casa che non si è pulita da sola e al fatto che vi siete dimenticati di fare la spesa e di annaffiare le piante che sono tutte morte. Ripetete questo una volta al mese per sette giorni. E poi buttatevi da un dirupo col paracadute. Sorridendo.

Donne, abbiamo fatto grandi passi avanti in termini di emancipazione. Prima si trovavano solo le pubblicità che ci ritraevano mentre lavavamo gli abiti dei nostri uomini, infaticabili lavoratori. E quindi oggi, con fierezza, oltre ad asserire con forza che più che scrivere la storia dell’umanità ne abbiamo steso i panni, possiamo erigerci a ultimo baluardo del fastidioso prurito intimo.

Lady B.

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4 responses to “Paracadutismo e lavanderia

  • Ambra

    la mia vita è un susseguirsi di casa sporca “dai, passo il mocio domani”, capi non lavabili in lavatrice che urlano di essere lavati a mano da mesi, frigorifero con latte rancido e formaggio ammuffito, le mie piante sono decisamente tutte morte e, per di più, è da una settimana che mi dimentico di comprare la carta igienica. Tutto questo anche senza ciclo.
    E voglio, infatti, buttarmi da un dirupo. SENZA paracadute!

  • durden

    cortesemente non pubblicare il commento. grazie!!!

  • betta martins

    Geniale!!

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