La sicura estinzione dell’umanità

Sono andata in vacanza. Di per sè, la notizia non è poi così rilevante in effetti. Però questa vacanza mi ha fatto arrivare a una ed inequivocabile conclusione che volevo condividere con voi.

Mi scuso anzitempo per il linguaggio assolutamente poco consono, ma alcune cose bisogna riportarle esattamente così come le si è udite.

Sono partita con tre amiche, siamo andate su un’isola con l’unico intento di staccare la testa dai problemi, dalla routine, da pensieri mortiferi. Staccare la testa, nella nostra banale accezione del termine, significava andare al mare, andare a ballare, bersi una cosa e farsi due chiacchiere al tramonto. E dunque partiamo e arriviamo in questo bel posto dal mare cristallino e dai locali glamour.

C’è un unica cosa che si frappone fra noi e la vacanza perfetta: l’umanità presente in loco. Mai visto un concentrato così elevato di gente orribile. Orribile e con la mente obnubilata dal silicone iniettato in qualsiasi pertugio presente nel corpo.

Decidiamo di andare a una festa in catamarano. A bordo sale un vero e proprio zoo. Ora, se stai su un catamarano quasi certamente è prevista una navigazione. E potrebbe darsi che il mare non sia proprio un olio. Cioè, sono quei piccoli inconvenienti che devi discutere con madre natura e che, comunque, hanno un esito incerto. Dunque, lo zoo. Sale un gruppetto di italiane. Solo  al vederle, ho sentito i capelli cadermi uno per uno. Quando, poi, hanno iniziato a parlare ho desiderato essere colpita da un fulmine. Erano tutte uguali: capelli biondi finti lunghi fino alle anche, tette finte, zigomi finti, unghie finte. Con l’obiettivo di trovare “un uomo vero”. E’ una richiesta ossimorica: sei di plastica e speri di trovare qualcosa di diverso da Ken, l’inflazionatissimo marito di Barbie? Salgono e iniziano un raccapricciante teatrino: si strusciano contro qualsiasi essere vivente, atteggiandosi a sirene della Salaria. Si, perchè, dall’alto dei loro 25 centimetri di tacchi, fini e delicati quanto un ecomostro in spiaggia, camminavano avanti e indietro per il catamarano con la bocca a culo di gallina, sperando di rimediare qualcosa. Io avrei elargito volentieri calci negli stinchi, ma forse non avrebbero gradito. In ogni caso, questa attività dura poco perchè madre natura, saggiamente, decide di far scoppiare una semi bufera. Per cui le delicatissime sono costrette  sedersi. Ma loro non si siedono in modo normale. Si appoggiano alla rete di sicurezza del catamarano, con la consueta bocca a culo di gallina, in trepidante e virginale attesa del loro vero uomo. Attesa che non viene delusa per cui, tra il lusco e il brusco, assistiamo a diversi accoppiamenti in diretta. Sembrava un documentario di Discovery Channel. Io, nel frattempo, abbandonata ogni riserva stavo per buttarmi negli abissi. Insomma, un’iniziativa un po’ fallimentare, quella del catamarano.

Il giorno dopo, incontriamo un gruppetto di “veri uomini” presenti alla festa in barca. Grassi, unti e completamente depilati. All’occorrenza, uno aveva uno strano tatuaggio sulle clavicole, riportante un scritta in inglese peraltro con un errore. I segni indelebili dell’ignoranza. Il meno peggio di loro attacca bottone e ci chiede come procede la vacanza. Rispondiamo ma, mentre cerchiamo di concludere la frase “Bene, grazie!”, un suo amico esordisce così: “Da quanto tempo non scopate?” Uhm. Vorrei chiedergli se a lui è mai capitato di vedere una patata che non fosse quella di sua madre ma decido di soprassedere. Un po’ attonite ce ne andiamo. Salvo sentirci ripetere questa domanda con cadenza giornaliera. Insomma, la nostra vita sessuale suscita un certo interesse nella popolazione dell’isola.

Parlando qua e là, vengo a conoscenza del fatto che, in quell’isola, se non vai a letto con più persone non sei nessuno. Insomma, ci si va per questo. Quindi mi chiedo con quale criterio le mie amiche ed io abbiamo scelto questa meta. Mentre me lo chiedo, mi passa davanti una vestita solo con tre rombetti di stoffa: due sui capezzoli, uno là dove di solito io metto le mutande. Ah, però aveva una coprentissima giarrettiera. Mi chiedo cosa avrebbe fatto la madre di quella ragazza se l’avesse vista combinata in quel modo. Io, probabilmente, l’avrei appesa per i piedi al balcone di casa. Ma io sono gretta e mentalmente chiusa.

La conclusione a cui arrivo dopo questa illuminante vacanza, e che non intendo commentare poichè sarebbe superfluo, è che l’umanità è destinata ad estinguersi. Senza se e senza ma.

Lady B.

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