Cambio di prospettiva

Ieri sono uscita con un mio carissimo amico. L’ho fatto perchè, principalmente, avevo intenzione di accusarlo di tutti i problemi che mi causa il genere maschile. Per quanto, in effetti, lui concretamente sia innocente. Una specie di capro espiatorio. Insomma, usciamo.

Era una vita che non ci vedevamo e dovevamo aggiornarci sulle rispettive evoluzioni (nel mio caso, involuzioni) esistenziali. Attende la fine dei miei resoconti a base di cianuro e sangue, poi mi dice “Certo che ne incontri di spostati te, eh…” e si chiude in uno stretto riserbo. Rimaniamo in silenzio sotto un tendone, seduti su una panchina. I vecchi del quartiere. A me mancava solo di pulire i fagiolini e di sentire i suoi commenti sulle mezze stagioni.

Questo mio amico ha una dote. Dice una quantità di cazzate incredibili poi, insospettabilmente, infila tre o quattro frasi giuste. Di quelle che ti costringono a riflettere. E dunque, giusto per oggi, mi concedo un piccolo cambio di prospettiva. Supponiamo che io sia un maschietto. Sarei sicuramente un gran bel maschietto. Pieno di donne. No. Questa prospettiva è sballata, è solo il mio ego a parlare. Allora supponiamo che io sia un maschietto normale. E che sia un grande amante delle donne e del buon sesso. Più che altro del sesso facile, che non devo guadagnarmi sudando tutte le camicie del mio armadio. E supponiamo pure che mi trovi nella condizione di non dover rendere conto di niente a nessuno. Single, libero e più o meno felice. Mi ritrovo a parlare con una. Si, insomma, parliamo del più e del meno. Io, essendo un maschietto medio, me ne sbatto dei suoi occhi o delle sue mani. Le tette. Dove sono le tette? Uhm. Ok, ci sono anche se, onestamente, mi aspettavo qualcosina di più. La conversazione inizia a languire. Dannazione, quella maglietta è troppo scollata. Lei si alza per andare in bagno. Diamo una controllata pure dietro va. Ok. Ci può stare. Speriamo che senza mutande renda bene ugualmente. E tu, là sotto, cerca di startene tranquillo che ora non è il caso di far sceneggiate. Torna dal bagno. Va beh, in fondo anche se ha le tette piccole non è un problema. Magari è porca e allora le perdonerei anche il culo flaccido. Beviamo, beviamo. E il tasso alcolico mi leva ogni freno inibitorio. Le confesso qualche mia velleità. O meglio, le dico che stasera vorrei andare a letto con qualcuna, non necessariamente con lei.

Passo indietro: se un uomo ubriaco con cui esco per la prima volta mi dicesse che vuole andare a letto con qualcuna quella sera, io mi alzerei e me ne andrei. Tirandogli dietro tutte le noccioline del locale e anche un paio di olive. Vi dò una notizia. C’è una reazione diversa, opposta e disgraziata di cui mi accingo a parlare giusto ora.

Dunque torno a essere un maschietto ubriaco con una semi erezione in corso. Che si confessa. La mia interlocutrice ammicca e mi fissa con uno sguardo problematico per i miei ormoni. “Beh sai” esordisce con un tono così suadente da fare in modo che il poco sangue che mi è rimasto nel cervello si ammassi tutto da un’altra parte “Io all’occorrenza so essere molto servizievole”. A questo punto mi scende un velo nero sugli occhi ti dò una clavata in testa e ti trascino per i capelli nel mio antro dove ti riservo un trattamento da homo habilis. Dopo che ho terminato, il tasso alcolico è tornato normale, gli ormoni si sono calmati, l’inquilino del primo piano riposa il sonno dei giusti e ti guardo. Senza tette, col culo flaccido e con un alito che ricorda quello di un facocero. Come mi ci sono messo in questa situazione? Cioè, tutto questo orrore per cosa? Ma, soprattutto, per quale motivo mi stai abbracciando e cerchi di darmi una specie di bacio del buongiorno? Ma chi ti conosce? Metto a punto un piano di fuga e me la dò a gambe. Sparisco dalla circolazione e non mi faccio più sentire. Nemmeno sotto tortura. E, per non sbagliarmi, mi guardo intorno in cerca di un’altra sveltina.

Torniamo a noi. Dopo la mia conversazione serale con il mio amico approdo a una serie di conclusioni. Posto che rimane vero il brocardo (poco latino) dell’ “evitate di fottere con il cervello e di ragionare con la minchia”, è altrettanto vero che noi femminucce rendiamo la vita di ogni maschio medio tremendamente facile. L’atteggiamento della finta emancipazione, del doversi far vedere smaliziata per forza, salvo poi cercare di costruire una rete di intimità post coito in un quarto d’ora, non solo è controproducente sul momento ma è foriera di controindicazioni catastrofiche nel lungo periodo. Infatti, grazie a questi atteggiamenti, abbiamo sdoganato la sveltina. L’abbiamo resa normale e ci siamo date la zappa sui piedi soffocando ogni forma di romanticismo. O pseudo tale.

Il mio amico mi riporta a casa. E visto che non riusciamo mai ad avere una conversazione normale, ce ne stiamo in silenzio. E sintonizziamo la radio sulle frequenze dei camionisti che, in effetti, sono più romantici di quel che si potrebbe sospettare.

Lady B.

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7 responses to “Cambio di prospettiva

  • sathya sai baba

    Il rapporto ideale di un uomo ideale:

    – uno o due incontri settimanali, non nel fine settimana, e che si concludono nella stessa serata.
    – eventuale cena premio mensile da offrire alla ragazza, se è lei che si muove e ti visita a casa, e se è lei ad andarsene in autonomia subito dopo il rapporto e senza strascichi di messaggi / musi lunghi / questioni esistenziali / domande sul “dove stiamo andando”.
    – tutti i messaggio devono contenere una notizia o una comunicazione di rilievo, il che significa che saranno uno o due a settimana in corrispondenza degli incontri.
    – la donna non dovrà aspettarsi nessuna faccetta nei messaggi.
    – cosa faccio nella vita sono affari miei, cosa fai tu sono affari tuoi, quindi non aspettarti che questo sia un argomento di cui parlare.
    – nel fine settimana silenzio totale, le comunicazioni di servizio riprendono eventualmente il lunedì.

  • mitsui1985

    ottimo post che faccio girare.

    adoro il “mettersi nei panni di…” ottimo cambio di prospettiva :) Brava!

  • Alessandra

    attuarli vuol dire diventare uomo…giammai!!!

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