La sottile distinzione tra “comune” e “normale”. Ovvero la storia della nana maledetta.

Ieri ho avuto uno scambio di idee con una persona sulla differenza tra “normale” e “comune”. Non sono molto sicura che le sue argomentazioni mi abbiano convinto. In ogni caso, il fatto che alcune situazioni paradossali vengano etichettate come “comuni” mi fa venire la pelle d’oca.

Mentre parlavamo ho iniziato a pensare a una cosa successa tempo fa a una persona che conosco. Questa volta, si tratta di un maschietto. Così riequilibriamo le posizioni del sesso forte, sia mai a qualcuno venga in mente solo l’idea che io sia portata a generalizzare in modo indiscriminato.

Lui incontra lei. Lui carino, alto, carnagione scura, bel sorriso e atteggiamento di uno che ci sa fare. Lei alta quanto un favorit messo in verticale. In sostanza, talmente bassa che i suoi capelli puzzavano di piedi. E, sicuramente, i suoi piedi non avevano un buon odore perchè, tutte le volte che mi è capitato di incontrarla, indossava delle sindacabili Superga senza calzini. Ed è dagli anni ’90 che è noto l’effetto che producono le Superga in termini di effluvi.

Insomma, si conoscono e la relazione prende subito una piega sinistra. “Credo che tu sia un cazzone” esordisce lei. Ora, se la tua idea è quella di conquistare un uomo, potresti produrti in una frase meno deficiente. Difatti lui, giustamente, se la prende un po’ e sparisce. Quindi, oltre a essere cazzone, diventa pure infame. In questo senso, noi donne riusciamo veramente a essere l’incarnazione della stupidità. Se insulti una persona, quella persona ti manda al diavolo. E’ un sillogismo talmente palese che manco dovrebbe essere estrinsecato. Comunque, dopo qualche tempo, ricominciano a vedersi. E lei si rivela per ciò che è. Una spaccamaroni. Ho sentito delle discussioni fatte sul niente, finalizzate a niente e che non hanno portato ad alcun apprezzabile risultato. Litigare per il piacere di tormentare questo poveretto. Lui alla fine, per non sbagliarsi, viene pure tradito. Perchè non la ama abbastanza. Quando mi ha raccontato questa cosa era piuttosto affranto. Non me la sono sentita di consolarlo. Voglio dire: se la tua storia inizia con un insulto, è facile che termini con un tradimento. Gli ho solo detto “Tanto ha una faccia da cavallo. E non si sa vestire. Quando cammina sembra una cutrettola.”

A distanza di qualche mese, il discorso cutrettola riaffiora. Lui, tuttavia, ha un atteggiamento un po’ più distaccato. “Hai più sentito C?” “Quella? Ah già, la nana maledetta…no. Spero sia stata investita”. Manco a farlo apposta, il giorno stesso lei gli manda una mail delirante. In cui gli comunica che lo ha pensato molto in questi mesi e che si è fidanzata con uno che è identico a lui. La sua brutta copia.

A livello preliminare, arrivo a dire che ciascuna donna, raggiunta la maggiore età, dovrebbe essere sottoposta a un doppio test combinato di intelligenza e di capacità comportamentale. Qualora non risultasse idonea a vivere in un contesto sociale ordinario, dovrebbe essere spedita a lavorare nelle miniere di sale nei dintorni di Salisburgo. Perchè questi atteggiamenti mentecatti rovinano ogni possibile rapporto interpersonale normale.

Ed ecco qui che si crea un insostenibile dualismo tra normalità e atteggiamenti comuni che, a mio modestissimo avviso, dovrebbero coincidere nella maggior parte dei casi. Invece, ad oggi, siamo costretti a valutare le manìe e le stranezze dell’altro per capire se potrebbero o meno essere compatibili con le nostre. Forse, il principio dell’estinzione dell’umanità inizia con la presa del potere da parte di un esercito di analisti. Che ci convinceranno che è possibile vivere serenamente solo sotto dosi da cavallo di Xanax.

Torniamo a ieri sera. “Ma davvero ti hanno detto che assomigli a Woody Allen?” “Beh, si”. “In effetti, ora che ti guardo meglio…” Lo ha detto ridendo, anche se sospetto che in fondo potrebbe cominciare a pensarlo sul serio.

Lady B.

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5 responses to “La sottile distinzione tra “comune” e “normale”. Ovvero la storia della nana maledetta.

  • teofilattodeleonzi

    Sembra che oggi sia tutto normale e comune. Cosa non si farebbe pur di inventarsi un mestiere. Chissà se nei corsi di formazione sono previste simulazioni e che ruolo svolge il trainer…

    Saluti e ad maiora

  • Teofilatto De' Leonzi

    Mi dispiace per il link. E’ un annuncio serio su FB di un tizio, italiano, che si propone (parole sue) come “Anal Personal Trainer”, professionista che aiuta le signore a gestire le felicità del rapporto coniugale mediante un sapiente uso del lato B come alternativa al solito tran-tran. Ho pensato che in fin dei conti potrebbe essere considerato una sorta di “analista” che fa qualcosa di concreto per favorire l’estinzione dell’umanità. Conservami la tua benevolenza.

  • Ninotchka

    una cutrettola, eh?

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