Sarcasmo, tette e preghierine

Sono stata spedita in trasferta per qualche giorno.  Ogni tanto è anche piacevole, mi sembra di non lavorare sul serio. Si, insomma, belle stanze d’albergo, servizio in camera, aperitivi, “dottoressa posso fare qualcosa per lei”. Tutte cose che generalmente posso immaginare solo dopo aver mangiato imponenti dosi di cioccolata. Ma anche le trasferte finiscono quindi, mio malgrado, mi risistemo in treno e ritorno verso casa.

Dopo un quarto d’ora vengo assalita dall’impulso violento di scaraventare il mio cellulare fuori dal finestrino. Mi iniziano ad arrivare dei messaggi palesemente non graditi da gente la cui esistenza non mi entusiasma un granchè. I miei soliti uomini col mestruo che, spaventati dall’imminente arrivo dell’inverno, decidono di dare un ultimo guizzo estivo prima di riprecipitare in un letargo di 12 mesi. A voler essere benevole, il loro ciclo vitale mi ricorda la stagionatura del parmigiano. Ma ieri non mi sentivo affatto benevola, tutt’altro. Mi arriva un primo sms. “Ciao! Ti ricordi di me?” Uhm. Cerca pure di fare lo spiritoso, un vero evergreen della comicità. Rispondo laconicamente “no.” Nel frattempo mi auguro per lui che abbia il buon senso di ricadere nel suo buco nero. Ovviamente no. Altra caratteristica dei miei uomini è l’assoluta mancanza di intelligenza. O meglio, di capacità di comprendere le situazioni e di gestirle di conseguenza. Mi riscrive dopo una decina di minuti “Sono quello che non si è più fatto sentire…” e, visto che c’è, mette anche una faccina sorridente. Fisso il cellulare. Il mio elettroencefalogramma si fa improvvisamente piatto. Mi chiedo come sia stato possibile che io abbia dato a questo troglodita l’occasione di uscire con me. E, visto che ci sono, mi chiedo pure come mi sia permessa di rimanerci male quando è scomparso. Ah, forse perchè in un afflato di passione, aveva detto una di quelle frasi prive di senso. Tipo “Credo di essermi innamorato di te”. Salvo poi aver avuto un’amnesia distruttiva che, non solo gli ha fatto perdere coscienza di sè, ma che gli ha fatto dimenticare chi io fossi. Insomma, non rispondo. Penso quelle 4 o 5 parolacce di sostanza e mi rimetto a leggere. Mi suona di nuovo il cellulare. Cambio di mittente. Una buca clamorosa che, non solo scombina i miei piani, ma che mi fa venire un’ulcera. Non rispondo anche in questo caso. E, sospettando che il libro che sto leggendo porti un po’ sfiga, mi metto a dormire. Per fortuna, suona di nuovo il telefono. Numero sconosciuto. Che fare? Nel dubbio che fosse qualcosa di importante, rispondo. “Beh? Ora non si risponde ai messaggi?” Non ci posso credere. E’ il simpatico umorista di prima. Cerco di mantenere un contegno “Con chi parlo?” “Ma si dai, sono io…G!” Ah! Carramba…non l’avrei mai detto…Riprende “Mi sa che non mi sono comportato molto bene…” “Sono contenta che tu sia stato fulminato sulla via di Damasco”. Non gli dico che avrei preferito che lui fosse stato fulminato, e non biblicamente parlando, sull’Autostrada del Sole durante un diluvio. Inizia a parlare ma mi riservo il diritto di non ascoltare una parola. Si, sono educata abbastanza da non interrompere il filo dei pensieri dei miei uomini col mestruo, ma non stupida al punto da ascoltare le loro litanie. Termina questo oscuro discorso con un “Penso che dovremo rivederci. Per parlare sai…” “Parlare? E di che? Del tempo? Delle mezze stagioni che non ci sono più? Del sistema più efficiente per l’asciugatura delle cozze? G, io non ti devo dire niente. Sul serio. Ti vorrei dire che non ti porto rancore ma temo che ti direi una scemenza. Dunque è meglio che lasciamo le cose come stanno.” Un discorso, mi sembrava, molto chiaro. “E’ che io faccio sempre questo effetto alle donne. Sviluppate una specie di dipendenza.” Eh? Sospetto, senza molta fantasia, che sia caduto dalla culla quando era in fasce. “Ok. Non so, io non parlerei fossi in te. Non grattare via dal fondo quel poco di dignità che dovrebbe esserti rimasta.” Tra una cosa e l’altra, lo saluto. Mi scrive dopo poco. E il suo messaggio merita di essere scolpito sulla sua lapide “Se c’è una cosa che ho sempre adorato di te, è il tuo sarcasmo. E le tue tette.” Solita faccina che ride. Ma cosa, esattamente, dovrebbe farmi ridere? Sono talmente avvilita per la tristezza che mi suscita in blocco il genere maschile che nemmeno gli rispondo. Cancello i messaggi e sprofondo nel sedile. Ripenso a quella conversazione sulla differenza tra “comune” e “normale”. E’ normale o comune un siparietto di questo tipo? Ma, soprattutto, ci rendiamo conto di quanto potrebbe essere disastroso se fosse “comune”? In ogni caso non voglio più sentire lamentele di uomini che si stracciano le vesti per aver incontrato donne infami. Si, perchè per forza diventiamo infami se il livello medio del rapporto che riuscite è offrire a questo.

Arrivo a casa e mi viene incontro a braccia aperte la mia nipotina. Se c’è qualcosa che accarezza l’anima, è l’abbraccio di una bimbetta sorridente. Certo, visto che la giornata era quello che era, anche l’abbraccio si trasforma in fiele. “Zia, ci ho pensato tanto. Ho deciso che da oggi farò tutti i giorni una preghierina a Gesù Bambino per fare in modo che ti trovi un fidanzato”. La situazione deve essere disperata, se arriviamo addirittura a scomodare i piani alti. E io, pur tentata di darle una padellata in testa, la ringrazio e le regalo un sacchetto di caramelle. Appuntandomi di ricordarle tra qualche anno che il principe azzurro non esiste e che Maga Magò era l’unica ad averci visto giusto.

Lady B.

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3 responses to “Sarcasmo, tette e preghierine

  • Giorgia

    ….anche io tempo fa attirai un personaggio simile, e solo dopo parecchio tempo ho scoperto che il sarcasmo, le frecciatine e cose simili non servono a nulla con questa gente…del resto, quando uno ha il quoziente intellettivo di una vongola non può capire!!!
    ;)

  • Aramis

    Mio nipote, estremamente altruista, torna a casa da scuola in lacrime…
    “J. cosa ti succede? Hai litigato con qualche amico?”
    “No zio, ma la mamma ha detto che se trovi la fidanzata poi vai a vivere lontano e io non ti vedrò più, ti prego non trovarla!”
    …ognuno ha i nipoti che si merita.,,

  • Bricolage

    ahha dio come mi sono immedesimata in cio’ che hai scritto!

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