Miglior Fidanzata non Protagonista 2012

Come avevo anticipato qualche giorno fa su tutte le mie pagine autogestite dei social network, oggi si conclude il contest “Miglior Fidanzata non Protagonista 2012”. Il requisito per ambire al premio, era l’aver avuto una storia surreale.

Devo essere onesta, credevo che mi sarebbe arrivata qualche mail con qualche aneddoto fuori dall’ordinario. Invece mi trovo costretta a cambiare rapidamente opinione: sono stata travolta da una quantità senza precedenti di storie disastrose. E dunque mi è sembrato poco corretto selezionarne solo una e attribuirle un significato prioritario rispetto alle altre. Ci sono degli ex aequo e ve ne illustro una carrellata, andando in ordine più o meno alfabetico.

C’è la triste storia di A., che convive con l’uomo con il mestruo che soffre di priapismo virtuale. Egli, non ritenendo sufficiente avere una donna in carne ed ossa, cerca su internet, con fare demoniaco, qualsiasi essere che potenzialmente respiri e che, tendenzialmente, sia dotato di un buco in più rispetto a lui. Non contento, una volta individuata la vittima, prova a portarsela a casa millantando delle competenze da talent scout. A casa della donna in carne ed ossa, ovviamente, perchè lui è una specie di artista squattrinato e dunque vive alle spalle di lei.

Abbiamo anche la storia di un’altra A. Una specie di eterna amante. Ci ha messo solo otto anni a convincere il tipo a lasciare la donna e a mettersi con lei. Il che ci deve indurre a guardare la cosa sotto un’altra prospettiva. La donna ufficiale era la detentrice di un primato record: otto anni di corna e non accorgersene. Doveva essere una tipa sveglia e quindi includiamo anche lei nel nostro contest. In ogni caso, la storia di A. con questo delicatissimo finisce. Lei incontra un altro e questa volta notiamo un certo miglioramento di tempistiche. Ci mette solo un anno a passare da ufficiosa a ufficiale.

Andiamo avanti e citiamo la storia di C. Molto carina, è una crocerossina nata. Sta con una specie di casatiello che passa il suo tempo a lamentarsi di quanto sia misera la sua vita. Lei cerca di fargli vedere i lati positivi dell’esistenza e lui, per tutta risposta, la lascia. Lei è un tantino egoista: lui non riesce a piangersi addosso con la giusta enfasi, visto che lei continua imperterrita a essere felice. Che ragazzina.

C’è M. che, per almeno un paio d’anni, ha cercato di instaurare una relazione con uno psicopatico viscido come le mucillagini dell’Adriatico. Senza riuscirci. E sentendosi dire, tuttavia, che sarebbe bellissimo se avessero potuto continuare ad andare a letto insieme nonostante lui stesse uscendo con un’altra. Insomma, a M. il letto all’altra, che obiettivamente a letto è un po’ scarsina, il resto. Quanta correttezza e umiltà.

Come non citare l’angosciosa storia di R. Donna agli inizi della carriera, ha a che fare con un utero, più che con un uomo. Lui proprio non riesce ad essere contento dei successi di lei. E quindi, manco a dirlo, dopo averle spaccato i maroni per almeno due anni decide di lasciarla. Trincerandosi dietro un misterioso malumore, causato forse dai clisteri di invidia che quotidianamente si autosomministra, saltuariamente le fa notare quanto sia immatura e infame. Aspettiamo tutti quanti numi sulla sua definizione di “autocritica e percezione di sè”.

Non possiamo dimenticare S. Una delle mie storie preferite. S. prende un aereo, spende un patrimonio, attraversa almeno 12 fusi orari e arriva dal gorilla con il mestruo. Il quale le aveva fatto presente quanto fosse priva di senso la sua vita senza di lei. S., forse un stordita dal jet lag, gli crede. Passano dei giorni di passione e poi lui ci ripensa. Non la ama più. E quindi S., ormai proiettata in un futuro roseo a 12 fusi orari di distanza dal suo paese natale, rifà i bagagli e torna a una triste realtà marrone. Marrone come la dignità di lui. Visto che le cose devono andare storte fino in fondo, nel suo paese natale, S. incontra un altro soggetto da circo. Colui che le confessa, dopo qualche mese di frequentazione, di essere ancora innamorato della ex. Lei, chiaramente, dando prova di infinita immaturità, lo manda al diavolo e lui si sente bistrattato. Si dispera e cerca conforto dalle amiche di lei. Tutto molto sensato devo dire.

Infine c’è V. “Mi sono messo con te perchè avevo fatto una gara con un mio amico e volevo essere il primo a portarti a letto. Però poi le cose mi sono sfuggite mano. Forse se andassimo a vivere insieme, potrei innamorarmi di te”. E questa faccenda non merita manco un commento.

Ce ne sarebbero ancora altre ma comunque getterebbero una luce sinistra sul nostro mercoledì lavorativo. Quindi, care le mie fidanzate non protagoniste, vi dò solo un piccolo sostenibile consiglio. La prossima volta che subodorate la presenza di un uomo con il mestruo, lasciate perdere la filosofia dell’ “Io lo cambierò”. Dotatevi di un fucile ad aria compressa e mirate alle gambe.

Lady B. – La Fidanzata non Protagonista per antonomasia.

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