Dimmelo con un sms

Fino a qualche anno fa, ci si incontrava e si parlava dei problemi di coppia. E magari ci si tirava dietro un paio di piatti per poi fare pace

Fino a qualche anno fa, lo si diceva con i fiori. Forse.

Fino a qualche anno fa, era possibile intrattenere delle relazioni normali. Con le dovute eccezioni, si intende.

Poi si è avventata su di noi la tecnologia e tutto è andato in malora. Pur essendo una persona mediamente equilibrata, mi sono resa conto che tutta questa faccenda di cellulari che suonano, o meglio che non suonano, sia in grado di farmi finire al manicomio. Anni fa, quando lo scopo del telefonino era banalmente quello di fare chiamate o al limite mandare messaggi, la vita era molto più serena. Si poteva pensare che il credito dell’altra persona fosse finito o che il messaggio non fosse mai arrivato. Oggi non rimane nemmeno più quest’ancoraggio. Mesi fa mi è stato fatto notare che il mio cellulare assomigliava a un ferro da stiro. Io ero soddisfattissima di quella vecchia ciabatta: era indistruttibile e svolgeva a perfezione le sue funzioni. Poi, una brutta mattina, nella fretta di uscire di casa la vecchia ciabatta è precipitata nella vasca da bagno piena di acqua calda e di sali profumati. Era un cellulare molto pulito e anche molto rotto. Opto per l’acquisto di un cellulare di ultimo grido. Fa mille cose interessanti. Mi dice pure che mi ama, qualora mi venisse in mente di chiederlo. Mi hanno messo in croce dicendomi di scaricarmi un’applicazione di messaggistica istantanea e gratuita. Lo faccio. E la pago pure 79 centesimi. Ho barattato la mia tranquillità per 79 centesimi. Si, perchè questa maledetta applicazione consente di vedere non solo quando il destinatario del messaggio l’ha ricevuto ma anche quando l’ha letto. Ha letto il messaggio due ore fa, perchè ancora non risponde? Sega mentale epica, litigata infernale susseguente. Io mi sento vagamente perseguitata da questa faccenda: il mio cellulare si sente in dovere di suonare a tutte le ore. I messaggi sono gratuiti quindi, qualora a una qualsiasi persona girasse per la testa di chiedermi cosa io stia facendo alle tre del mattino, mi scrive. “Che fai?” “Sono le 3. E’ cosa nota che io alle 3 del mattino giochi a tresette col morto.” “Dormi?” Ok. non rispondo più. “Perchè stanotte non hai risposto?” “Gesù. Dormivo!” “Potevi dirmelo…”  Ma perchè vogliamo per forza sapere cosa sta facendo ogni singolo istante della sua dannata esistenza una persona? Le vite degli altri non sempre sono così interessanti. E comunque non tutti i momenti devono interessarci. Costruiamoci un equilibrio e una vita che siano indipendenti dai movimenti e dalle inclinazioni altrui. Diamoci ancora la possibilità di considerarci meravigliosamente eccitanti perchè siamo in grado di apprezzare la bellezza di un tramonto senza immortalarlo con il cellulare o perchè ci piace fare delle cose infinitamente stupide con la spontaneità propria di chi ama mordere la vita.

Tutto questo lungo prologo per arrivare a un momento di catartica condivisione. Perchè, se è vero che non dobbiamo considerare i cellulari come una nostra estensione, è altrettanto vero che ogni tanto i messaggi che riceviamo sono più fastidiosi di un’epidemia di vaiolo. E dunque, di seguito, riporto alcuni sms che avete ricevuto che mi avete  coraggiosamente inviato. In base al contest settimanale “Dimmelo con un sms” avrei dovuto operare una scelta.  Non riesco a decidermi, sono tutti incredibilmente tremendi. Quindi la selezione è un po’ random.

I miei preferiti sono i seguenti:

[Venerdì sera. Appuntamento previsto da lì a un’ora] “Guarda, devi proprio scusarmi ma non riesco a uscire. Ho gli operai a casa.” Poi dicono che in Italia nessuno ha voglia di lavorare.

[Dopo due anni di relazione]: “Non vorrei che tu fraintendessi. Ma il fatto che usciamo da due anni non significa che io mi senta vincolato a esserti fedele”. Oh beh, naturale.

“Vivo con un’altra adesso”. Che non ci sarebbe niente di male, se la destinataria del messaggio non fosse stata fuori tre mesi per lavoro e risultava essere la legittima convivente di questo mestruatissimo caso umano.

“Quando sto con te mi sento benissimo. Per questo provo a tornare dalla mia ex. Ho paura di tutta questa felicità regalata”. Livello di psicolabilità non pervenuto.

“Con te mi rompo il cazzo.” Un principe ma, almeno, gli tributiamo l’onore dell’onestà.

Lady B.

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