Quando Don Lurio si traveste da Schwarzenegger

Certe volte dovremmo ringraziare di essere normodotati. E capaci di intendere e di volere. Poi dovremmo ringraziare anche per un milione di altre cose. Per l’elettricità, per l’esistenza delle manine appiccicose nelle buste di patatine, per le patatine fritte. E per i pop corn. I pop corn sono quanto di meglio possa esserci quando, a metà della giornata lavorativa, ricevi una mail bellissima.

Prima di mettervi a parte della vicenda, voglio fare talune necessarie precisazioni. Sia mai che passi l’insostenibile messaggio che io sia senza cuore, senza anima e senza cervello. Ho a disposizione in modo cumulativo tutti e tre gli elementi. Dunque: se non sentite una persona da moltissimo tempo, supponiamo una decina d’anni, risulta essere educato non entrare a gamba tesa, trattando argomenti spinosi. Per dire, un giorno di diverso tempo fa un soggetto a suo modo interessante (nel senso che avrebbero dovuto studiarlo a lungo e doviziosamente) mi manda questo messaggio. “Lo so che tra di noi non c’è mai stato niente. Io comunque continuo a voler venire a letto con te.” Eh, sono contenta. Io no. Ora, per cortesia, cerca di non farti sentire mai più. C’è modo e modo di fare e di dire le cose. Lo so che il corteggiamento non va più di moda, che la gente ama essere pragmatica e sbrigativa. Tuttavia, visto che non mi stai chiedendo in prestito un maglione, cerca di mediare. Affronta l’argomento alla lontana. Comunque ti beccherai un no, intendiamoci, ma può darsi che io non ti colpisca con forza lasciandoti segni indelebili sul corpo. C’è di più. Se non ci sentiamo da una decina d’anni, presumibilmente è da un lustro che non abbiamo nulla da dirci. Non roviniamo quest’equilibrio con conversazioni inutili. Non facciamo in modo che io mi ricordi ogni singolo, terribile, motivo per cui ho deciso di mettere in pratica quest’opera di boicottaggio della tua persona. Lasciamo tutto com’è. Conoscenti come prima. Questo, a livello preliminare.

Perchè in effetti sarebbe anche d’uopo fare un’altra considerazione: se fino a dieci anni fa eri un amico di un’amica di un mio amico, in sostanza un perfetto sconosciuto, non riemergere dopo un’eternità  cercando di ricoprire le vesti del mio migliore amico. O meglio, non eleggermi a tua confidente. La confidenza è una bestiolina delicata, che cresce giorno dopo giorno. Non siamo tutti amici di tutti. Consciamente o meno, selezioniamo le persone che sono meritevoli di ascoltare un problema, a prescindere dalla loro capacità di trovare una soluzione. Facciamo in modo di diventare la loro spalla al momento del bisogno perchè siamo certi che loro saranno la nostra quando saremo veramente giù di morale. Magari non tutti siamo fortunati allo stesso modo. Forse non tutti troviamo la nostra spalla. Io, ad esempio, trovo un sacco di uomini col mestruo e questo incancrenisce la mia situazione perenne di vedovanza. Tuttavia, ho E. Il mio Amico. Quello con cui faccio e dico cose talmente schifose che non farei e direi con nessun altro. Quello che, qualora dovessi cadere, non esiterebbe ad aiutarmi per farmi rialzare. Dopo aver riso in modo insostenibile per buoni 20 minuti. E io, il mio Amico, non lo baratterei con nessun uomo. Perchè la sua presenza mi rende molto più fortunata di molte altre donne che si perdono così quell’equilibrio che una vera amicizia uomo-donna sa dare. Ci abbiamo messo una vita a diventare complici. Perchè la complicità richiede pazienza, comprensione e volontà di venirsi incontro.

A questo punto, assodato che il mio cuore non è una prugna secca, arriviamo alla mail  di A. A. ha avuto una tresca con un tipo. La tresca più deludente della storia delle tresche. Perchè lui, oltre a essere poco prestante, era pure tirchio. In sostanza, si credeva Scharzenegger avendo le doti amatorie di Don Lurio. Per cui al termine di una notte di non troppo accesa passione in un bell’albergo sul mare, in cui lei ha rischiato il torpore più e più volte, lui ha simula di aver dimenticato la carta di credito. E, dunque, le ha lasciato il conto da pagare. Lei non ne ha voluto più sapere e ora lui, giustamente si è un po’ risentito. Ma come? Dopo questa bella avventura da mille e una notte non vuoi più saperne?

“Mi fai sentire in colpa per essere stato affettuoso. Addio”. No, caro, ti faccio sentire in colpa perchè ho sperperato almeno 200 euro di albergo. E, considerato tutto, mi sarei sentita più soddisfatta a guardare Mario Merola in concerto. Mario Merola è morto, potreste obiettare. Appunto.

Siate realisti: non siamo amici di tutti, non siamo il grande amore di tutti. Se a questo aggiungiamo che, nel 90% dei casi, abbiamo la brutta tendenza a comportarci come dei trogloditi non vi stupite se il massimo che potrete ottenere sia una pacca sulla spalle e un “Ritenta. Sarai più fortunato con qualcun’altra”.

Lady B.

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One response to “Quando Don Lurio si traveste da Schwarzenegger

  • mp

    hai ragione. La confidenza è una bestiolina delicata che cresce giorno dopo giorno, una paziente messa a fuoco di infinite lenti.
    L’impazienza è cieca.

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