La Bestia e la Bestia.

Oggi, in onore di mia nipote che dopo un iniziale tentennamento si è riconvertita al principe azzurro, ho deciso di dar vita ad una nuova rubrica.

Lo scopo è vieppiù filantropico e onorevole. Cercare di salvare le nuove generazioni da questo marasma causato dalle fiabe a lieto fine. Le fiabe saranno pure a lieto fine ma, sfortunatamente, nella realtà il miglior lieto fine che per ora ho sentito riguarda una triste storia di piatti che due novelli sposini hanno finito col tirarsi dietro dopo un’intensa settimana di vita in comune. Peraltro, la mia idea si è ancor più rafforzata dopo una mail che mi ha molto rattristato. La signorina di turno, infatti, tesseva le lodi dell’amore romantico. Come quello di Romeo e Giulietta. Ora, non vorrei essere poco cortese, ma Romeo e Giulietta hanno fatto una brutta fine e il loro amore è durato tre giorni, concludendosi con un genocidio teatrale: sei morti.

La Bestia e la Bestia

Dunque, la mia nuova rubrica: “E vissero per sempre felici e contenti. Ognuno a casa sua. [un’analisi serissima]“

La prima fiaba che vorrei analizzare è la Bella e la Bestia. Parliamone. C’è questa graziosa signorina che, come tutte le eroine di queste fiabe, saltella e canta mentre si dedica ad attività tremende. Tipo portare un secchio pieno di latte appena munto (ovviamente da lei, e non dal fattore) in giro per mezzo paese. Vorrei vedere anche solo una di voi che, cantando, riesce non solo a non rovesciarne una goccia ma riesce anche a non inciampare in profumati ricordi di vacca. Dopodichè in perfetto ordine, senza manco un pelo fuori posto, si imbatte nel bello del paese. Quello che tutte le ragazze desiderano e che, toh, guarda caso, non vede l’ora di darsi ad attività poco ortodosse con la nostra fanciullina. Avete presente quando la sera tornate a casa in una condizione orribile, sudate e scarmigliate, e vi rendete conto che nei pressi del vostro bal

cone staziona da tempo immemore un sacchetto della spazzatura dentro cui si sta tenendo la seduta plenaria di tutti i vibrioni del colera del mondo? Bene, vi mettete in tuta, scendete pregando che non vi veda nessuno e, di soppiatto, vi avvicinate al cassonetto per buttare quell’arma batteriologica. Davanti al cassonetto, senza manco bisogno di dirlo, trovate quel tipo di cui avete cercato di attirare l’attenzione per mesi, senza successo. Vi nota (come non potrebbe? Siete impresentabili e, a buon bisogno, la vostra tuta è bucata in posti innominabili), vi guarda dall’alto in basso e, con un’espressione di malcelato disgusto, se ne va. Invece no, alla nostra eroina questo non succede. Carica come un mulo di secchi, si prende pure la libertà di mandare a quel paese il bello. Per poi innamorarsi di chi? Di una bestia. C’è molta verità in questo. Noi donne, se non sono bestie non li vogliamo. Il nostro masochismo ci spinge sempre a cercare il peggio. Con buona pace di quell’illuso di Darwin che sosteneva che la donna seleziona il maschio dominante per consentire la prosecuzione della specie. Non è vero. La donna cerca col lanternino quell’uomo con il mestruo che, dopo averle fracassato i maroni con un martello pneumatico, le dice che “no mi dispiace, ma sono così confuso…”.

E quindi si innamorano. Sono bruttissimi insieme però, visto che sono innamorati, sono comunque molto scenici. Visto che ci deve essere un happy ending, esce fuori che in realtà la Bestia non è una bestia. E’, che sorpresona, un principe. Quindi, con un colpo di spugna, gli spariscono quelle setole irsute di cui è coperto, i modi da troglodita vengono improvvisamente cestinati e garantisce alla signorina, che nel frattempo accende ceri ovunque per la botta di culo che ha appena avuto, un avvenire meraviglioso. Certo, come no. Sullo sfondo, in dissolvenza, compare la marmotta che incarta la cioccolata.

Belle signorine scarmigliate, sudate, incazzate, con i sacchetti della spazzatura in rivolta, permettetemi la seguente affermazione: scordatevelo! Se vi siete innamorate di una bestia, una bestia vi ritroverete a fianco. E potete pure comprare tutte le strisce di ceretta del mondo e armarvi di tutto l’amore possibile ma tanto la sostanza non cambierà. Anzi, capace pure che oltre a essere una bestia, sia pure sotto sotto (e manco troppo sotto) un uomo con il mestruo. Per cui il vostro lieto fine sarà il solito evergreen. “Sai, mi sono reso conto che devo stare da solo. Però puoi sempre rammendarmi i calzini”.

Lady B.

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2 responses to “La Bestia e la Bestia.

  • roby

    ah ma quindi stra caxxata del”mi sono reso conto che devo stare da solo” non è la verità?bensì una cagata che t rifilano quando si sono scocciati o ne hanno un’altra tra le mani?ma io quando dico voglio stare da sola significa voglio stare da sola non altro….per carità di dio….lungi da me ste “bestie”

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