La Malinconica. Una storia di lontre

Dopo settimane di insostenibile assenza, riesco a mettere il naso davanti al mio amatissimo monitor e a leggere le vostre interessantissime mail.

Rimango sempre piacevolmente commossa dal notare come i casi umani si moltiplichino secondo progressioni geometriche. Sarebbe auspicabile che, di tanto in tanto, si riprendessero in mano le teorie malthusiane del controllo preventivo sulla popolazione.

Oggi, approfittando del fatto che è venerdì e quindi il week end è alle porte, voglio ribaltare le cose. Voglio spezzare una lancia a favore di tutti gli uomini col mestruo. Come già vi avevo detto, se esistono gli uomini col mestruo è perchè, al di là di una certa percentuale fisiologica di disadattati presenti in ogni comunità animale, esistono delle donne a cui, con sentimento parlando, bisognerebbe dar fuoco con il kerosene. Che è fortemente inquinante, è vero, ma in compenso elimina i problemi alla radice.

E quindi introduciamo un’altra figura perniciosissima di donna. Quella che mai dovrebbe capitare sul sentiero della nostra esistenza. La Malinconica.

La Malinconica è colei che, ad un certo punto della sua vita, decide che il suo uomo non le va più bene. Perchè lei è molto più bella, molto più simpatica, molto più intelligente di lui. Non rendendosi conto di essere un basalto coi piedi. Dunque, forte di una serie di strampalate convinzioni, chiude la sua relazione con il suo uomo e si piazza nuovamente sul mercato. Sono dell’idea che l’italiano e le teorie macroeconomiche siano sempre di un certo aiuto per spiegare fenomeni di natura socio antropologica. Dunque: se partiamo dalla condizione A (sei una donna basalto) possiamo approdare ad una serie di conclusioni che vengono poi perfettamente sintetizzate dalla crudele legge della domanda e dell’offerta. Pur volendo differenziare il tuo paniere di beni, se offri basalto, che notoriamente si trova negli abissi marini, presumibilmente avrai come utente la quasi totalità della comunità degli scorfani. E dunque non poi non è educato lamentarsi dell’andamento del mercato e di quanto sia asfittica la condizione della domanda. La Malinconica, che ancora non sa di essere malinconica, pesca nel mazzo uno scorfano qualsiasi e inizia a dipingerlo come un uomo meraviglioso. Non importa se ha il quoziente intellettivo di una folaga, se ha le orecchie ricoperte di peli, se dice sempre la cosa sbagliata al momento sbagliato. E’ meraviglioso. Molto più del suo ex.

Facciamo un passo indietro. E l’ex che fa? L’ex inizialmente si dispera. Si sente canzoni strappalacrime, perseguita tutti i suoi amici, inizia a farsi prendere da psicopatologie di rilievo che lo spingono a fare cose strane. Tipo ridipingere di rosso pompeiano tutta casa con il solo aiuto di un rullo. Poi magari succede che, in un negozio di vernici che ormai frequenta abitualmente essendo pericolosamente vicino alla pazzia, incontri una signorina. Che non compra vernici, ma solo un raschietto. E l’ex scopre che, in effetti, esistono moltissimi tipi di raschietto e che sarebbe bene approfondire la tematica in un posto più consono. Magari davanti a un bicchiere di vino. E, piano piano, inizia a ricordarsi di quanto sia bello condividere qualcosa con qualcuno. E, piano piano, si dimentica del rosso pompeiano, del rullo e di una casa ridipinta a metà.

Torniamo sulla Malinconica. La quale, non essendo riuscita a convincere il suo uomo meraviglioso a togliersi i peli dalle orecchie, si ricorda di quanto incredibilmente bello fosse il suo ex. E allora inizia un’opera di accerchiamento. A volte cerca la complicità degli amici di lui (non trovandola); altre invece usa l’approccio diretto. In un modo o nell’altro, prova a rimettercisi in contatto e, visto che non ci riesce, si sente vittima delle circostanze. E diventa molto malinconica e triste. Triste al punto da intasare le home page dei social network con canzoni che spingerebbero al suicidio una pianta di plastica. Non sapendo più che fare, prende una solenne decisione. Lo chiama. Lo chiama per dirgli quanto soffre e per fargli presente quanto sarebbe bello tornare insieme. E, per fortuna, almeno in questo caso, c’è un happy ending. Lui la manda a cagare.

Succede sempre così? Purtroppo no. Purtroppo spesso lasciamo che l’irrazionale prenda il sopravvento e facciamo in modo che dinamiche sane e nuove vengano scardinate da legami che puzzano ormai di cadavere. Rinunciamo alle nuove possibilità che la vita ci offre per buttarci compulsivamente un rapporto ormai vivo quanto una lontra impagliata. Capiterà sempre una Malinconica (o un Malinconico) nel sentierino della nostra vita. Ci sarà sempre qualcuno che sosterrà di rimpiangerci ma questo rimpianto è genuino quanto una forma di parmigiano prodotta a Manila. Un rimpianto contraffatto, che maschera una forma sfrenata di egoismo. Perchè stare da soli è faticoso e comporta un percorso di crescita e di autocritica che in pochi sono disposti a fare.

Per cui, fatevi un bel regalo di buon inizio anno. Prendete tutte le lontre impagliate che avete nascosto nel doppio fondo del vostro armadio e buttatele nell’indifferenziato. Tanto non sono comunque più riciclabili.

Malinconicamente vostra,

Lady B.

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