Barattoli di fastidi.

Ci sono delle azioni molto moleste. Universalmente moleste. Moleste a un livello talmente universale che, quasi, dovrebbero comportare la fustigazione immediata di coloro che le mettono in atto.

Ritengo essere terribilmente molesto che colui che, per scelta propria, decide di abbandonare l’uso del sapone poi opti per il salire sui mezzi pubblici. Non è detto che io e il mio naso nonchè tutte le persone che invece sono affezionate alla saponetta, debbano respirare quei maleodoranti effluvi provenienti da sotto le tue ascelle. Non è detto. Specie se la sera prima hai mangiato pesante e, in questo momento, stai trasudando cipolla. Per cui, tu e le tue piantagioni di Liliaceae che con zelo coltivi, scendete e andatevene a piedi. Un discorso pressochè analogo va fatto per tutti coloro che, con sano spirito genocida, decidono di non lavarsi i denti. Su questo punto, vorrei abbandonarmi a un francesismo delicatissimo: invece di masticare caramelle aromatizzate alla merda, compratevi un dentifricio e fatene uso. Abbondante uso.

Un’altra cosa fastidiosa è il dover fare comunicazioni quando si sta masticando una quantità pari ad una tonnellata di cibo. Il vostro bolo non mi interessa, grazie. Il vostro bolo uniformemente sparso sul mio braccio, perchè inevitabilmente quando si parla con la bocca piena si sputacchia, mi comporta un leggero fastidio. Quando il vostro bolo arriva a colpire la lente dei miei occhiali, il fastidio si trasforma in follia omicida. Se siete a cena con una donna, assicuratevi di aver terminato correttamente il processo di masticazione. Dopodichè iniziate ad articolare suoni. Possibilmente sensati.

Ci sarebbe anche un’altra faccenduola un po’ molesta. Colui che, avendo un’opinione su tutto, deve per forza entrare nei meandri delle tue convinzioni cercando di farti cambiare idea. C’è un proverbio, terribilmente greve ma che esprime in modo quasi lapalissiano, quanto intendo dire. E’ un proverbio concernente il campare cent’anni e, contestualmente, farsi gli affaracci propri. E’ piuttosto sconveniente non farseli questi affaracci. Sconveniente e inopinato anche perchè, dopo un ragionevole lasso di tempo, potreste essere cortesemente invitati a recarvi in quel posto per il quale, generalmente, è previsto il solo biglietto di andata.

Infine, un lettore mi ha fatto venire in mente due questioni terribilmente fastidiose. Anzitutto quella del “Non riesco a vivere senza di te. Quindi è meglio che ti lasci”. Orbene, è consigliabile visita psichiatrica poichè, dando per buona l’affermazione di cui sopra, siete pericolosamente vicini al suicidio. Anzi, già puzzate un po’ di cadavere. In secondo luogo quella del “vorrei ma non posso”. Non dite balle. Volete e potete. Anzi, muovete pure il culo perchè, nelle giornate in cui si vive di attesa, generalmente non succede proprio niente.

Fastidiosamente vostra,

Lady B.

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