Noblesse Oblige.

Facevo delle riflessioni a braccio. Riflessioni su quanto sia bella la diversità intesa in senso assoluto. La diversità è un valore, va tutelata. Ce lo suggeriscono in molti, lo diciamo tutti ma poi, in effetti, in quanti credono realmente nella diversità intesa come arricchimento?

Mi è successa una cosa l’altro giorno. Una cosa che mi ha fatto pensare a lungo su quanto l’ipocrisia continui ad essere un valore predominante e su quanto l’immagine esteriore che per forza vogliamo proiettare verso i nostri simili possa distorcere in modo catastrofico la nostra indole. Mi raccontano che una mia vecchia conoscenza si è sposata. Fin qui nulla di strano. Un sacco di persone si sposano. Magari poi si prendono a revolverate, però prima si sono giurate amore eterno. Insomma si è sposata ed è molto contenta. Questa frase contiene una contraddizione in termini. In termini sottintesi. Infatti questa persona, questa donna, era notoriamente omosessuale. “Ma si è sposata con chi?” chiedo, per fugare ogni possibile dubbio. Si è sposata con un uomo. Dopo un “percorso riabilitativo”. Non indago oltre, temo di non essere in grado di sostenere una conversazione articolata in argomento. Al posto del sangue, sento i sanpietrini rotolarmi rumorosamente nelle vene, arrivarmi al cervello e provocarmi un embolo simbolico. Penso solo che siamo nel medioevo. E non riesco a non pensare alla futura evidente infelicità di questa coppia, nata per mettere a tacere il chiacchiericcio familiare, del quartiere, della città e non si sa di che altro.

E così questa mattina mi ritrovo ancora a rifletterci su. L’eterosessualità non è un obbligo. Cioè, è una cosa molto piacevole se la nostra indole ci porta a desiderare qualcuno di un sesso diverso rispetto al nostro. In nome dell’eterosessualità moltissime donne diventano zerbini e moltissimi uomini si fanno venire le mestruazioni. Insomma, è un modo alternativo di fare confusione e di non capirci più niente. Ma non è un obbligo. E se diventa un obbligo significa che qualcosa di veramente grosso sta andando storto. Significa che non ci amiamo abbastanza da renderci conto che spontanei e felici siamo indiscutibilmente più belli. Significa che preferiamo piegarci alle logiche dell’immagine patinata della famigliola perfetta, piuttosto che dar retta a quello che realmente desideriamo. E, in fin dei conti, significa rinunciare a noi stessi, al nostro bagaglio di emozioni e a tutto quello che consegue l’essere candidamente veri.

Dunque, se per essere patinatamente perfetti, è necessario “riabilitarsi” e convincersi che non esistano altre vie per cercare la felicità, forse è meglio rimanere imperfetti. E’ l’imperfezione a renderci unici, è l’imperfezione a farci irresistibili, sono l’imperfezione e la contraddizione che lasciano il segno nel cuore degli altri. Il resto sono insostenibili e deprecabili forzature.

(Sempre e comunque) perfettamente vostra,

Lady B.

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One response to “Noblesse Oblige.

  • 125ml

    qualche giorno fa guardavo sul web un servizio delle iene su uno di questi centri di “riabilitazione”, inutile dire che certo bigottismo e certa ignoranza accompagneranno l’umanità ancora per molto tempo…
    Per quanto riguarda il resto sono fermamente convinto che a nascere tutti omosessuali si andrebbe parecchio più d’accordo!

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