Quaderni e rastrelli. E Verze.

Ti penso, sai. Ti penso fortissimo. La gente spesso pensa “molto” io ti penso forte. Perchè credo che sia più importante l’intensità piuttosto che la quantità. E forse mi permetto di pensarti fortissimo perchè so bene che che tu non saprai mai che lo faccio. O forse lo saprai prima o poi, ma sarà comunque tardi. Tardi rispetto a quando ti pensavo. Capisci che dico? Mi sa di no perchè con te ancora non ci ho mai parlato e quindi tutti questi giri mentali non li puoi capire. Ci ho provato a parlarti ma forse era presto. Non trovi assurda questa faccenda del tempo? Presto. Tardi. Ma che senso ha?

Oggi ho scoperto che esiste una funzione nel mio telefono che fa mille cose. E’ la funzione “aereo”. Il telefono è acceso e funzionante ma non è raggiungibile.

Mi sento in modalità aereo. Non sono raggiungibile, ho il cervello perso da qualche parte, forse dove vorrebbe trovarsi il resto di me. E se le cose non fossero sempre così schifosamente complicate, non ci vorrebbe nulla per dirtelo.

“Ciao. Sto uscendo per venire da te. Metti due cose in borsa e ce ne andiamo lontanissimo.” E tu mi dovresti dire “Ce le ho sempre due cose in borsa per andare lontanissimo con te. Incontriamoci a metà strada, così facciamo prima.” E me lo diresti solo perchè sai che odio guidare. Prendo sempre un sacco di multe e rompo gli specchietti. E quindi forse mi diresti “Ce le ho sempre due cose in borsa per andare lontanissimo con te. Vengo a prenderti subito, che se decidessimo di incontrarci a metà strada non arriveresti mai.” Che poi non servirebbe mica andarcene così lontano. Un posto qualsiasi andrebbe bene. Forse il problema è che io vivo tutto sul bordo dell’estremità. Non esistono sfumature, mi piacere mordere le cose, vivermele fino all’ultima goccia.

E figurati se riesco a vivere a metà un’emozione o un sentimento. O come lo vuoi chiamare. Pure questa cosa: ma perchè è sconveniente dare i nomi alle cose? Va beh, visto che parlare di sentimenti è brutto, chiamiamolo in un altro modo. Chiamiamolo Verza. C’è questa brutta storia di verze, no, che mi sta creando un sacco di problemi. Perchè mi fa passare il sonno. Mi fa girare dei film mentali che, più che film, sono dei colossal. E visto che sono estremista, puoi immaginare bene che colossal siano. Pieni di distruzione. Ad esempio, stamattina, volevo spaccarti la faccia in nome di questa verza che ho sempre sullo stomaco. Poi ho deciso che non ne avevo voglia. Perchè la tua faccia mi piace tutta intera. Certo che se potessi dirtelo, sarebbe più semplice.

Potrei dirti “Ciao. Ho comprato un rastrello e pensavo di venire sotto casa tua per spaccarti la faccia. Poi mi è passata la voglia di spaccartela. Però vorrei comunque venire sotto casa tua perchè ho questa verza che ho mangiato ieri che mi ha fatto reazione allergica. E mi ha fatto venire voglia di passarti le mani in mezzo a tutti quei capelli che hai.” E quindi tu mi potresti rispondere “Guarda, io ho già un rastrello, lo uso per il giardino. Però un paio di mani fra i capelli mi mancano. Quindi passa pure.”

E poi, sempre perchè ho sta maledetta verza sullo stomaco, che non si sa perchè l’ho mangiata guarda, vorrei anche dirti che mi piacerebbe che mi dicessi alcune cose. Quelle cose stupide che si dicono due persone quando, passando per i banchi del mercato, comprano per sbaglio una verza pensando che fosse una zucca. E quindi ti direi “Ciao. Sei il solito testone. Siamo pieni di verza, è un casino. E’ un casino perchè a me, la verza, mi fa venire voglia che tu mi dica che non l’ hai mai conosciuta una come me. Terribile.” E allora tu mi dovresti dire. “Eh si. E’ un casino perchè in effetti io tutta sta verza proprio non la volevo e quasi quasi la butterei. Però è un peccato buttarla. Insomma, non tutti hanno la fortuna di avere uno stock di verze. Allora facciamo così. Ho un quaderno bianco, vieni qui, porta una penna e scrivimi tutte le cose che vorresti che ti dicessi. Non dimenticarne nemmeno una. Così le imparo tutte e te le sussurro in un orecchio. E mentre te le sussurro, ti regalo un girasole”. Tu ancora non lo sai che i girasoli sono i miei fiori preferiti, però potresti scoprirlo.

Mi piace stare in modalità aereo. Solo che ora devo tornare coi piedi per terra. Non non ci sono quaderni bianchi, non ci sono rastrelli. A ben vedere non c’è quasi nulla. Però una cosa te la voglio dire lo stesso. La Verza, quella con la V maiuscola, non rimane a lungo nello stesso posto. E magari per noi non c’è una Verza, ma solo una verza. Però può darsi che non sia così e se così fosse stiamo buttando via una delle poche occasioni capitate al momento giusto.

(Forse) tua,

Lady B.

Annunci

5 responses to “Quaderni e rastrelli. E Verze.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: