Binari, cofani e dubbi

Facevo delle valutazioni di vario genere, senza delle specifiche connessioni.

Pensavo a quanto sono belle le mie scarpe, a quanto non mi sono pettinata questa mattina e a quanti binari sono stata costretta ad abbandonare nella consapevolezza che fossero binari morti. Oggi pensavo: erano morti o solo vagamente scalcagnati?

Uno era morto sul serio. Era un binario su cui sono salita a 18 anni. Un cofano di rara bruttezza e di variopinta stupidità. E come tutti i cofani, cercava di darsi un tono e di simulare un certo intellettualismo di quarta categoria. All’epoca la mia giovane età non mi consentiva di fare valutazioni profonde e mirate. Dunque confondevo la stupidità per “mistero” e la bruttezza (ma parliamo di quelle bruttezze epidermiche eh, di quelle che arrivano fino all’osso) per una forma alternativa di fascino. Non lasciatevi ingannare. Brutto significa brutto. E se si è brutti non sempre si è fascinosi. Certo, io non sarò stata bella come il sole ma senz’altro non ero una cozza di Porto Marghera. Come spesso accade alle donne mediamente intelligenti, avevo perso la testa per il Cofano in un modo quasi demenziale. E, pur di piacergli, ho fatto cose che volentieri rinnegherei. Tipo indossare delle orride scarpe da ginnastica con almeno 10 centimetri di gomma al posto delle suole perchè erano proprio quelle le scarpe che portavano i veri pensatori. Ricordo di aver detto, con una certa beata innocenza, che non riuscivo a figurarmi un Mandel’stam con tutta quella gomma sotto le piante dei piedi. E ricordo di essermi sentita rispondere “Mandelche? Devi smetterla di leggere autori underground”. Il fatto che Mandel’stam fosse morto nel 1938 non aveva rilevanza all’epoca. Insomma orride scarpe e letture simil impegnate. Uscite di una noia mortale in cui i miei neuroni giocavano l’uno con l’altro a ruzzico per non affogare nella disperazione. Perchè incaponirsi nel frequentare il Cofano? Non so. All’epoca mi sembrava tutto meraviglioso. Poi il Cofano mi ha detto: “Guarda, non me la sento di impegnarmi con te. Perchè impegnarmi con te significherebbe precludermi esperienze con gente esotica”. Il senso di quanto mi stava comunicando mi rimaneva piuttosto oscuro tuttavia, nel dubbio, gli ho tirato dietro le orride scarpe. E ho fatto un’ottima scelta. Binario morto. Cambiare strada.

Sono saltata giù da un altro binario tempo fa. Attraversava dei paesaggi molto soleggiati. Un binario bello come il sole, si potrebbe dire. Che se i binari avessero gli occhi, gli occhi di quel binario ricorderebbero il mare in primavera. Di un bell’azzurro tranquillo, con delle sfumature più chiare, che fanno pensare all’estate che arriva. Sono saltata giù per questioni di orgoglio. Perchè non sempre, ho pensato, se il paesaggio è meraviglioso si deve essere disposti a rovinarsi il piacere del viaggio. Poi, casualmente, mentre cercavo di venir fuori da un pantano emotivo epico, la mia strada si è incrociata di nuovo con questo binario. Un secondo solo che però è durato un millennio. Il tempo di un abbraccio. E oggi, mentre penso a Russell e alle sue idee sui dubbi, non riesco a non chiedermi se possa valere la pena fermarsi un attimo sul ciglio della strada e chiudere l’orgoglio in una scatolina. Ma solo per un po’.

Dubbiosamente vostra,

Lady B.

 

Annunci

One response to “Binari, cofani e dubbi

  • bridgetjones81

    “Perchè impegnarmi con te significherebbe precludermi esperienze con gente esotica”…..giuro, sto morendo dal ridere!! :)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: