Repetita juvant

Ho notato che ci sono delle questioni che, con una certa ciclicità, si ripropongono nella mia vita. Cose di palmare evidenza che più cerco di rendere manifeste meno vengono recepite.

E allora, visto che repetita juvant, ripetiamolo per l’ennesima volta.

Se quando si intrattengono rapporti/relazioni/frequentazioni o come vi piace più chiamarle con una persona si ha la netta sensazione di stare in fila dal panettiere in attesa che arrivi il proprio turno, significa che qualcosa evidentemente non sta funzionando. Un conto sono le amicizie, un conto sono altre faccende che poi tracimano in questioni di natura diversa.

E allora, visto che ancora non sembrerebbe essere chiaro, torniamo sul concetto di amicizia che deve essere diversificato dal concetto di rapporto. Dove per rapporto si intendono molte cose che, comunque, implicano un’ improvvisa, quanto aspettata, eliminazione dell’elemento “vestiario”.

Ci sono due chiavi di lettura che, come già detto, partono da una costante: la chiarezza. Bisogna essere nella condizione di poter scegliere se una situazione ci sta bene o meno. E la chiarezza la si ha solo parlando e dicendosi le cose come stanno. Anche a costo di essere crudi.

Se, per dire, io mi ritrovassi a uscire con te una volta, due volte, tre volte potrebbe darsi che, non essendo nessuno dei due animato da intenti amicali e/o amichevoli, a un certo punto questi inopportuni vestiti saltino via. Potrebbe darsi che io mi convinca che i tuoi inopportuni vestiti tu li faccia saltare giusto in mia presenza. Ma non perchè io sia antica e abbia deciso che, visto che ti ritrovi improvvisamente svestito vicino me, allora tu sia l’uomo della mia vita. Ma, semplicemente, potrebbe darsi che la promiscuità mi faccia giusto un attimino schifo. Potrebbe essere una visione talebana dell’esistenza, visto che all’alba del nuovo millennio, siamo tutti avanguardisti. Tuttavia è un’ipotesi da considerare. Pertanto, non essendo vincolati da legami sempiterni, mettimi un po’ a parte di quanta gente ha la possibilità di rimirarti in tutto il tuo nudo splendore. Non fare in modo che io lo intuisca o, peggio ancora, lo venga a sapere in modi balordi. Perchè, ragionevolmente, potrei risentirmi. E se ti dovessi mandare al diavolo, non avresti comunque niente da perdere dal momento che hai un valido surrogato della mia persona. O validi surrogati.

La seconda ipotesi è che non solo a nessuno dei due interessi nulla della promiscuità ma manco si ha interesse nel sapere a quale punto dell’eliminacode ci si trova. E dunque viva il mischione, riproducetevi ma poi non osate lamentarvi di quanto siete sfortunati ad incontrare solo gente di merda.

Monogamicamente vostra,

Lady B.

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