Che palle. Se può dì?

Che palle. Mamma mia che palle.

Che palle questo nuovo male di vivere del millennio che, pare, sia detenuto quasi esclusivamente dalla popolazione maschile nel suo complesso considerata. Male di vivere che si compone di due paroline che, alle volte, vengono dette altre, invece, rimangono latenti. Piccoli tarli che ci fanno sentire stalker se facciamo una telefonata una volta ogni sei mesi o che, meglio ancora, ci rendono schiavi delle reazioni uterine del compagno di turno.

Guardate che se a una cena fuori segue un messaggio di buonanotte, non significa che il giorno dopo siamo già tutte pronte a trasferirci a casa vostra con tanto di spazzolino da denti al seguito. Il messaggio è una cortese manifestazione di educazione. Nove volte su dieci viene inviato quando abbiamo un occhio chiuso e uno aperto. State sereni.

E avete anche scassato con questa faccenda dell’anaffettività vista come giustificazione ad ogni comportamento. L’anaffettività è una malattia. Va curata. Non è il lasciapassare per comportarsi a cazzo di cane con qualunque essere vivente. Specie con quello con cui vi capita di andare a letto.

Ah, e per vostra opportuna conoscenza, vi informo che tutti abbiamo degli ex. Il che banalmente significa che tutti abbiamo subito il trauma dell’abbandono. Del tradimento. Della fregatura. E utilizzare la drammatica fine della vostra relazione per farvi commiserare e per ricordarci che siete in un momento di difficoltà perchè non riuscite a superare delle corna che ormai si possono datare con il Carbonio 14, non vi renderà più “belli e dannati” ma soltanto degli esecrabili rompicoglioni.

Ciò detto, è possibile che l’azione romantica di per sè sia demodè. Però, anzichè lasciar pensare alla vostra donna che piuttosto che fare un gesto carino nei suoi confronti vi cavereste gli occhi con una forchetta incandescente, lasciatevi un secondo alle spalle le paroline “ho paura”, e iniziate a vivere.

Che mentre aspettate di vivere, la vita passa. Diceva quello scemo di Seneca.

Lady B.

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2 responses to “Che palle. Se può dì?

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