Un’amica o l’amica?

Ieri mi sono resa inopportuna. Ogni tanto capita. Dalla mia, devo dire, c’è il fatto che la tendenza di oggi ad allargare fino all’inverosimile la portata semantica del cosiddetto “nome comune di persona” determina una certa confusione.

Tornavo a casa dal lavoro. E mi sento con un mio amico. Una chiacchierata al telefono incentrata sulle mie lamentele. Capita anche questo. Poi faccio la domanda evidentemente più esecrabile del secolo: “Vabbè, ma stasera che fai?” “Esco con una mia amica.” “Ah ok. Ma se venissi anche io?” Silenzio. Tombale. “Ci sei?” “Si, si.  E’ che, ti ho detto, esco con una mia amica.” “Eh. Ho capito. Ma non sono pure io una tua amica?” “No.”  Cavolo. Eppure ti conosco da 15 anni.  “Ah no?” chiedo, con  una certa sorpresa. “No. Tu sei la mia amica, quella è una mia amica.” C’è qualcosa che mi continua a sfuggire. Cioè, sospetto che la differenza stia tutta nell’uso dell’articolo. Nel mio caso determinativo, nel secondo caso indeterminativo. Mi sto inoltrando in un terreno minato, nel dubbio lo saluto e chiudo la conversazione amichevolmente. Poi però faccio un’indagine parallela. Altro amico. Mando un messaggio che ritenevo essere completamente senza senso. “Ma se io chiedo a un mio amico di uscire stasera e lui mi dice di no perchè deve uscire una sua amica, significa qualcosa in particolare?” “Dipende. E’ il tuo amico, quello di sempre, o è un tuo amico?” Ancora questo articolo. Chiarisco il punto. “E’ il mio amico di infanzia.” “Allora è chiarissimo. Stavi facendo l’accollo. Perchè il tuo amico sta uscendo con una con cui va a letto che però non è ancora salita al livello di “ragazza”.  Capito? Tu sei la sua amica.” No. non ci ho capito un cazzo ma faccio finta di niente.

Poi ci rimugino un po’ su. E alla fine riesco ad arrivare a una qualche forma di conclusione. Che non mi piace per niente. Quante volte sono stata “un’amica”? Ma, soprattutto, quante volte pensavo di avere un ragazzo e invece avevo “un amico”? Altra indagine parallela. “Che cosa fa uno che esce con un’amica?” “Ma che non li guardi i telefilm?” “In che senso?” “Uno che esce con un’amica, la porta in posti dove non può essere visto. E’ la base, così non si rovina la piazza”. Mi sta venendo mal di fegato. Penso a tutte le volte che sono stata trascinata in bettole di quart’ordine semivuote, in cinema di periferia o in locali ad orari impossibili e, per questo, vuoti. Butto giù due Maalox, di cui sto diventando l’azionista di maggioranza, e mi guardo un film.

“Che fai stasera?” mi chiede una mia amica stamattina “Mah, penso vado a cena con un mio amico…” Silenzio “Mi devi dire qualcosa?” “Eh?” L’articolo! Ho sbagliato l’articolo. Cerco in tutti i modi di venirne fuori, spiegando che è il mio amico, non un mio amico. Così passo pure per deficiente. Ma tanto è venerdì, fuori c’è il sole e domani non devo mettere la sveglia.

Lady B.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: