Il cuore delle giraffe.

Oggi ho parlato con A. Mi fa sempre pensare. Anzi, è uno dei pochi che mi fa pensare. Io, tra le mie innumerevoli qualità, annovero anche l’assoluta incapacità di parlare faccia a faccia con le persone. O meglio, con le persone a cui devo dire qualcosa. E’ una questione di stomaco. Mi si ingarbuglia tutto e alla fine sono talmente concentrata a districarlo che non dico mai niente.

E allora scrivo. In bozze ho almeno 147 mail. E credo che il destinatario sia sempre lo stesso. Credo pure che, inconsapevolmente, stia tirando un sospiro di sollievo.

Oggi ad A. ho chiesto perchè io non so parlare. E lui mi ha risposto che forse ho paura di chi non sa ascoltare. Ma è davvero importante che chi mi legge e o mi ascolta sia interessato da subito?

Allora l’ho chiesto ad A. Perchè sa ascoltare e non gli importa anche se faccio i mischioni con le parole.

“A., se ho qualcosa da raccontare, non devo avere la sicurezza che chi è il destinatario del racconto voglia ascoltare da subito.

A scuola non ti succedeva mai? La maestra iniziava a raccontare una cosa. A te non interessava, perchè era meglio giocare o disegnare o anche solo guardare fuori dalla finestra.  Ma la maestra lo sapeva che forse non saresti stato attento da subito allora continuava a parlare e ti convinceva e catturava un attimo la tua attenzione. Un attimo è tutto. Se eri bravo quell’attimo cambiava la tua vita perchè potevi scoprire una passione che magari non avresti mai più scoperto. A me è successo così.

La mia maestra parlava del collo della giraffa io non la ascoltavo.
Poi ho pensato a quanto è lontano il cuore della giraffa dalla sua testa
e ho scritto una storia parlava di una giraffa innamorata che se ne accorgeva dopo tanti anni perchè il cuore era lontano e il cervello non lo sapeva. Nel frattempo però la giraffa che amava era andata via perchè, anche se pure lei era innamorata, aveva il collo più corto e la testa lo aveva capito un po’ prima. Così aveva pensato di non essere corrisposta ed era andata sulla luna. Il finale erano due giraffe innamorate che non sapevano di essere corrisposte e che vivevano in due universi lontani. La mia maestra si è commossa e mi ha detto che dovevo continuare a scrivere per tutta la vita.  Perchè la mia strada era quella. E io ho iniziato a ascoltare, anche se non mi importava del collo della giraffa, non all’inizio almeno. Quindi mi dico è importante davvero che qualcuno non voglia sentire quello che ho da dire? Non può succedere che a un certo punto si appassioni al tuo racconto e decida di accorciare le distanze?”
A. mi ha risposto, ma la sua risposta la tengo per me. Nel frattempo, penso alla mia giraffa. Che forse ha davvero il cuore troppo lontano dalla testa, magari è innamorata e ancora non lo sa.
Lady B.
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