Sensibilizzare non fa rima con banalizzare

Qualche giorno fa, forse una settimana, hanno iniziato a riproporsi su Facebook una serie di status che, come al solito, mi hanno colto impreparata. Lo scorso anno, sempre nello stesso periodo, in modo compulsivo venivano pubblicate delle fregnacce incredibili sui colori, mi sembra. Una cosa tipo “Giallo sulla scrivania” “Marrone sul lavandino”. [può darsi che non fosse esattamente questo il tipo di post, ma è giusto per rendere l’idea.]. E io ho pensato che ci fosse stato un abuso di LSD trasversale, considerato che la maggior parte dei miei contatti scriveva queste frasi. Poi, onestamente, me ne sono dimenticata.

Quest’anno inizio a leggere che alcune mie amiche vanno per “28 mesi in Australia” o per “15 mesi a New York”. Che razza di epidemia è? Solo io non vado da alcuna parte, salvo che a lavoro? Poi mi spiegano. “E’ una campagna di sensibilizzazione contro i tumori. In pratica si mette la propria data di nascita, nome e mese, e in base a un elenco che ti arriva su Facebook in privato, c’è una destinazione”. “E in che modo dovremmo sentirci tutti più sensibilizzati?” “Perchè il significato lo conoscono solo le donne” “Ok. E in che modo questo sensibilizza?”

A questa domanda non c’è risposta. Perchè è evidente che non basta dire quattro stronzate su un social network per generare attenzione su un problema serio, che richiede una certa consapevolezza di sè, della propria salute e di quanto la prevenzione giochi un ruolo essenziale. Il mese scorso, io, sono andata in ospedale, ho fatto una mammografia, mi sono fatta strizzare tutto lo strizzabile e me ne sono tornata a casa in piena salute. Con la promessa di tornare il prossimo anno per avere la conferma che sia tutto a posto. Non tutte sono così fortunate.

Di seguito vi copio il link di un blog di una signorina che lottato con le unghie e con i denti contro questo mostro e che non ce l’ha fatta. Lì troverete la cronaca di quello che vuol dire alzarsi la mattina e ripetersi “Ho il cancro”.

http://www.tantovincoio.it/

Cerchiamo di non banalizzare. Sensibilizzazione significa conoscenza. E la conoscenza, come spesso accade, è l’unica arma che abbiamo.

Lady B.

 

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3 responses to “Sensibilizzare non fa rima con banalizzare

  • Maria Sole

    Carissima Lady B.,
    seguo più o meno regolarmente il tuo blog.
    Lo trovo molto divertente e spesso lascia buoni spunti di riflessione.
    Volevo farti notare però, che la notizia che hai riportato sulla sensibilizzazione sulla ricerca contro il cancro è da te riportata in maniera non del tutto corretta.
    Era esplicitamente segnalato in varie comunicazioni sul altri siti di riportare la fonte della notizia e di affiancare al proprio post/stato :”Vado a vivere a Miami per 23 mesi” un link che riportasse la notizia; molte persone hanno seguito queste indicazioni altre hanno voluto mantenere questo sciocco “velo di mistero”.
    Pensavo fosse giusto far notare che c’è stato chi, come me, ha affiancato anche link.
    Tengo a precisarlo perchè l’iniziativa è stata assolutamente interessante,importante e perché io nello specifico sono malata da ben 3 anni di tumore alla mammella ed ho trovato tutto ciò un modo ottimo per ricordare, cito testualmente da un articolo del Blog Sicily, che:
    ” è alle porte il mese che la Lilt (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) insieme alla Estée Lauder Companie dedica alla campagna “Nastro Rosa” e che nel 2013 ricorre per il ventesimo anno. Ogni anno, di casi di cancro alla mammella se ne contano circa 41mila ma fortunatamente il tasso di mortalità è in diminuzione per merito della diagnosi precoce”

    Puoi leggere il piccolo articolo da cui ho estrapolato la citazione qui

    http://oltrelostretto.blogsicilia.it/vado-a-vivere-a-miami-per-23-mesi-su-facebook-tutte-unite-contro-il-cancro/208530/

    Questo è un altro articolo

    http://www.abruzzoweb.it/contenuti/vado-in-germania-per-il-gioco-contro-il-tumore-al-seno-spopola-online/527731-323/

    Se vai su google ne troverai sicuramente altri.

    Ho trovato veramente una stupenda iniziativa citare il blog di Federica,che conosco benissimo, ma ti invito a girare un pochino di più sia sul social network (per accertarti che proprio nessuna abbia affiancato l’apposito link) e soprattutto a leggere bene le notizie in giro per il web, in questo modo il tuo articolo potrebbe rischiare di diventare più interessante,credo che questa volta non hai piena padronanza dell’argomento di cui hai parlato.

    • ladybarattolo

      Cara Maria Sole,
      Ho letto con estremi interesse e attenzione quanto mi hai sottolineato.
      Ti do’ ragione su un punto. Io non ho piena padronanza dell’argomento poichè, fortunatamente, non mi sono trovata a sperimentare sul mio fisico un’esperienza simile.
      Sul resto, tuttavia, mi trovi poco d’accordo.
      Spesso, queste iniziative suscitano poco interesse mirato ma, banalmente, più noncuranza verso il problema. Il mio blog non è uno strumento di diffusione di sapere, scientifico e non, ma, semplicemente, un piccolo microcosmo dove tramuto in riflessioni ciò che vedo in giro. O ciò che mi colpisce. Il tutto quindi è se vuoi filtrato dalle lenti del mio sentire.
      Quando leggo tutti status simili, posso essere incuriosita ma la cosa si ferma lì. Non vado a spulciarmi tutti gli aggiornamenti di tutti i miei contatti per sentirmi più dentro alla questione o anche solo per vedere se vi siano link allegati che spiegano bene di cosa si tratta. Non è questo tipo di iniziativa che colpisce la mia attenzione. E come me, molti altri. Tuttavia, se leggo la testimonianza di una persona colpita da un male come questo, se mi capita sotto gli occhi un articolo che ne tratta, mi fermo a leggere. Rifletto. Mi documento. E magari a cena ne discuto con i miei amici.
      Non ho la presunzione di dire che questa sia una verità assoluta o che questo sia il modo più giusto per approcciare alla questione. Tuttavia sono fermamente convinta che l’uso dei social network non sempre sia efficiente ed efficace. Spesso rende tutto banale, tutto troppo giocoso. Dalle relazioni alle malattie. Perchè, ripeto, non tutti abbiamo la stessa sensibilità.
      Ciò detto, ti ringrazio moltissimo per il tuo contributo che ho trovato interessante e circostanziato.
      Ti auguro ogni bene e spero che tu possa vincere al più presto questa tua guerra.

  • Maria Sole

    Carissima Lady B,
    seguo più o meno regolarmente il tuo blog.
    Lo trovo molto divertente e spesso lascia buoni spunti di riflessione.
    Volevo farti notare che la notizia che hai riportato sulla sensibilizzazione sulla ricerca contro il cancro è da te riportata in maniera non del tutto corretta.
    Era esplicitamente segnalato in varie comunicazioni sul altri siti di riportare la fonte della notizia e di affiancare al proprio post/stato :”Vado a vivere a Miami per 23 mesi” un link che riportasse la notizia; molte persone hanno seguito queste indicazioni altre hanno voluto mantenere questo sciocco “velo di mistero”.
    Pensavo fosse giusto far notare che c’è stato chi, come me, ha affiancato anche il link.
    Tengo a precisarlo perchè l’iniziativa è stata assolutamente interessante,importante e perché io nello specifico sono malata da ben 3 anni di tumore alla mammella ed ho trovato tutto ciò un modo ottimo per ricordare, cito testualmente da un articolo del Blog Sicily, che:
    ” è alle porte il mese che la Lilt (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) insieme alla Estée Lauder Companie dedica alla campagna “Nastro Rosa” e che nel 2013 ricorre per il ventesimo anno. Ogni anno, di casi di cancro alla mammella se ne contano circa 41mila ma fortunatamente il tasso di mortalità è in diminuzione per merito della diagnosi precoce”

    Puoi leggere il piccolo articolo da cui ho estrapolato la citazione qui

    http://oltrelostretto.blogsicilia.it/vado-a-vivere-a-miami-per-23-mesi-su-facebook-tutte-unite-contro-il-cancro/208530/

    Questo è un altro

    http://www.abruzzoweb.it/contenuti/vado-in-germania-per-il-gioco-contro-il-tumore-al-seno-spopola-online/527731-323/

    Se vai su google ne troverai sicuramente altri.

    Ho trovato veramente una stupenda iniziativa citare il blog di Federica,che conosco benissimo, ma ti invito a girare un pochino di più sia sul social network (per accertarti che proprio nessuna abbia affiancato l’apposito link) e soprattutto a leggere bene le notizie in giro per il web, in questo modo il tuo articolo potrebbe rischiare di diventare più interessante ;-)
    Credo che questa volta tu non abbia piena padronanza dell’argomento di cui hai parlato.

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