La corsa a ostacoli

Oggi parliamo della corsa a ostacoli.

Quella che devo fare tutte le mattine per arrivare in tempo al treno. Ci sono diversi livelli di difficoltà. Oggi, ad esempio, è lunedì. Quindi per una questione di etica professionale, non posso arrivare al lavoro  già somigliante a uno spazzacamino. Dunque, mi devo preparare con cura. Sempre alle 5.50 del mattino, orario in cui il buon gusto potrebbe risultare alterato da condizioni psicofisiche non idonee.

Uscita di casa con i tacchi, devo correre alla metro poichè, per cause non dipendenti dalla mia volontà, spesso faccio tardi. Oggi, per dire, sono rimasta chiusa nell’ascensore. Ma è solo lunedì per cui cerco di non arrabbiarmi.

In metro alle 7.00 del mattino si vedono delle cose peculiari. Ma sono i recettori olfattivi a essere maggiormente stimolati da una puzza infernale che ricorda un mappazzone oleoso ma che, generalmente, può attribuirsi al giovane in giacca e cravatta seduto vicino a te. Mo io dico… Se puzzi di cane morto alle 7 del mattino del lunedì, che performance ci riserverai alle 17 del venerdì?

All’uscita della metro, si viene catapultati nell’inferno in terra: la Stazione Termini. Sbrigati a uscire dal vagone della metro perchè 500 mila bangla stanno cercando di entrare, violando palesemente ogni legge fisica e ignorando il principio secondo cui se fai uscire la gente hai più possibilità di entrare senza fracassarti il bacino.

Oggi però ho assistito a un teatrino surreale. Da mesi vedo in giro lattine di Coca Cola personalizzate, quelle col nome scritto su. Avete presente, no? Stamattina alle 7 una vagonata di liceali avevano preso d’assalto un chioschetto e con civiltà si strappavano gli indumenti per accaparrarsi una lattina. Sorvolando sul fatto che se io bevessi Coca Cola alle 7 finirei al Pertini senza passare dal via, questa rissa mi è costata un’ulteriore corsetta al treno che stavo ovviamente perdendo. Non volendo morire, mi appoggio a un vagone e lì incontro un barbone. “Signorì che le dispiace se piscio sul muro?”  Mah, che dire. Prego faccia pure. Cerchi di non colpire le mie scarpe, se può.

Per inciso, ricordo a tutti i liceali che se vi entusiasmate tanto per la Coca Cola personalizzata, sappiate che potete far incidere il nome anche sulla vosta lapide.

Lady B.

 

 

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