Di pessimismo, inferno e camicie color Formigoni

Stanotte non ho dormito. Se il mio soffitto avesse almeno avuto delle macchie di muffa, avrei osservato le macchie di muffa e le avrei contate.

Invece no.

Allora, visto il momento di pessimismo cosmico, invece di pensare a cosa mi piacerebbe trovare nel mio paradiso personale, ho iniziato a pensare a cosa senz’altro troverei nel mio inferno.

Nel mio inferno tutti quanti saremmo costretti a metterci le Hogan. Con l’H dello stesso colore della maglietta indossata. Che poi, sarà sicuramente un colore orribile, tipo il rosa antico.

Nel mio inferno non posso scegliermi le amiche ma devo accontentarmi di quelle che mi sono capitate. Lara Comi e la Santanchè. Nel mio inferno, Gasparri mi dà lezioni di Galateo, leggendo il suo manuale  “Bon Ton in tutte le occasioni” stampato in Lucida carattere 10.5 senza l’interlinea. Così perderei anche le ultime due diottrie rimaste e inizierei a comprare le camicie dallo stesso stilista di Formigoni.

Nel mio inferno dovrei prendere tutte le mattine l’intercity alle 5.50 per andare a lavorare in un sposto perduto in mezzo alle paludi. Operazione che comportebbe la rottura/scalfittura dei tacchi di tutte le mie scarpe. Ah, no. Questo mi succede già. Ritiro. Nel mio inferno però, l’intercity sarebbe guidato da Giuliano Ferrara che urla dal locomotore che siamo tutte mignotte. Con buona pace delle mignotte che potrebbero anche un po’ risentirsi.

Nel mio inferno stemperano lo champagne con la gassosa e sono tutti parcheggiati in curva così, quando prendo la macchina, colpisco e abbatto tutti gli specchietti. Questo, parzialmente, già succede ma nel mio inferno il modulo CID è scritto da Luciano Onder e in nota sono allegate tutte le malattie che potrebbe causare il casuale e involontario sfiorarsi delle mani dei due soggetti A e B che si passano la penna per il compilamento del suddetto modulo. Modulo che poi deve essere consegnato alle Poste e, invariabilmente, davanti a me ci sono 250 persone, di cui 149 anziani e 1 di Dacca che non capisce una parola di quello che dice l’impiegato allo sportello. Che poi non lo capisco manco io poichè parla un’idioma tutto suo.

Nel mio inferno, è sempre lunedì, il mio telefono è sempre muto e quando suona è solo per annunciare un lieto evento. Tipo che hanno introdotto due giorni di riposo. Durante i quali devo fare lo straordinario.

Lady B.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: