La dolcezza non è un sorriso imbarazzato

Oh beh, mi ritrovo a riflettere su una questione. Ci sbatto la testa da un po’ ma alla fine, traggo comunque alcune conclusioni.

Come si misura la dolcezza?

C’è molta confusione. La dolcezza è come l’eleganza. O si ha o non si ha. E quando si è dolci, non vi è necessità alcuna di manifestarlo in modo zelante. Quella non è dolcezza. E’ gattamortaggine della peggior specie.
Il fatto di avere un’opinione, di manifestarla, di difenderla con cognizione di causa, il fatto di mostrare una personalità assertiva, forte, decisa e decisionista viene tradotto in un’assioma sbagliato. La personalità forte è sintomo di scarsa propensione alla tenerezza.
Dio, quanto è facile trarre delle conclusioni su questi stereotipi. Quanto.
Quanto è più facile sentirsi protettivi verso quelle persone che, per timidezza o per scarsità di argomentazioni, non sanno interloquire col prossimo e trincerano dietro imbarazzati sorrisi. Il sorriso imbarazzato. Quello che io uso solo in una circostanza. Quando mi si azzerano le idee. Il che, per fortuna, non succede quasi mai.

Ma da quando in qua saper affrontare la vita è un male? Da quando essere consapevoli di se stessi è sinonimo di durezza?
Forse non è facile da accettare, ma la persona consapevole di sè è quella che ha sperimentato su di sè cosa significano tanti concetti che, per molti, rimangono solo parole prive di contenuto. Ha sperimentato l’umiliazione, la violenza, il rifiuto, l’abbandono. Ha sperimentato la caduta e ha trovato la forza di alzarsi, di pulirsi la polvere di dosso e di ricominciare a camminare. E quando ci si rialza, si è cambiati per forza. Si turbano gli equilibri, dei sorrisi imbarazzati se ne fa a meno. Si sfoggiano solo sorrisi sicuri perchè si ha la consapevolezza di quanto sia importante sorridere e farlo a testa alta.
E se non ci si rende conto di questo è perchè poco si è capito della persona che si ha di fronte.

Che è una persona forse un po’ più forte della media, perchè sulle spalle porta un peso in più e non si incurva, ma che nasconde comunque delle fragilità. Che si arrabbia, che pianta grane e che magari manda di traverso intere giornate. E che, tuttavia, nel momento giusto c’è. Ti sorride con gli occhi, ti prende per mano e ti assicura che tutto andrà per il verso giusto perchè sa cosa significa chiedere aiuto e ricevere in cambio un vuoto sorriso imbarazzato.
E questa è la forma di dolcezza più elevata che si possa ricevere. Perchè consapevole, perchè piena, perchè carica di tensione emotiva. Perchè in grado di riunire parti lacerate in pezzi.
Purtroppo, se non si è in grado di cogliere questa sfumatura si rimarrà sempre con l’idea che forza e tenerezza siano inconciliabili e che la vacuità dei sorrisi casuali sia l’unico sistema per affrontare la giornata.

Lady B.
[Che sa sorridere]

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