Selfie alle cosce

Sto sviluppando una fortissima allergia verso il mondo di internet.
Dopo aver passato un ennesimo venerdì chiusa in casa con la sola compagnia di un pc scassato e del quale mi rifiuto di liberarmi per una sorta di faccenda affettiva non molto comprensibile, ho capito qual è il problema.

Io il problema ce l’ho con due cose. A) i selfie B) lo spazio fra le cosce (altrui).

Mi spiego meglio. Il “selfie” è l’autoscatto. Ci ho messo sei mesi a capirlo. Nel frattempo vedevo gente che alle 8 del mattino, quando le mie occhiaie facevano il giro di tutto il circondario per poi tornare prepotentemente sulla mia faccia gonfia di sonno, pubblicava immagini di sè con un musino imbronciato. Seguite dall’ ashtag #Goodmorning. Goodmorning?! Io solo una volta ho provato a inviare un’immagine di me appena sveglia, senza peraltro la tipica espressione da Ancelotti con un sopracciglio alzato e uno no, in via assolutamente privata a colui che dovrebbe apprezzarmi in tutti i momenti della giornata. E la risposta, lungi dall’essere “Sei irresistibile” è stata “Assomigli a Renato Zero”. Ho cercato di leggerci un complimento. Pare che nella vita occorra essere positivi.
Quindi, pare, il segreto di un selfie di successo è non sorridere mai e far finta che l’autoscatto si sia scattato a vostra insaputa. Lo Scajola delle foto.

Dopo essere entrata in overdose di selfie, perchè per uno strano meccanismo privo di base logica, mi sono guardata una galleria infinita di immagini di gente chiusa nei bagni pubblici che si fotografava inserendo frasi di Neruda per esaltare le qualità dei servizi igienici dell’autogrill, ho iniziato ad avere dei disordini alimentari e ho iniziato a gonfiarmi di pizzette. Fritte.
Al che, il secondo dramma. Capito su un blog che esalta lo spazio fra le cosce. In pratica il culto del nuovo millennio. Ciò che le disadattate come me, e forse pure come voi, a un certo punto iniziano a bramare.
Lo spazio fra le cosce è quello spazio vuoto (VUOTO) tra una coscia e l’altra che si apprezza quando siete in piedi o, ancor meglio, quando state mollemente adagiate sul divano.
Ho fatto una prova, e mi sono stesa come Jennifer Lopez sul divano di casa. La forza di gravità trascinava le parti molli della mia coscia destra verso quelle della sinistra, creando così un inscindibile connubio di lipidi. Ho cercato di effettuare un in-house lifting, tirando il più possibile indietro le mie adiposità, quantomeno per mostrare a me stessa che nel mio corpo esiste del tessuto muscolare. Non posso dirmi soddisfatta del risultato.

A quel punto, torno su internet. E mi imbatto nella mia peste nera. I selfie allo spazio fra le cosce, portato avanti da stramaledettissime teenager costantemente in mutande e giacca di pelle che lamentano un incomprensibile male di vivere.

La conclusione è che, non volendo rinunciare alle mie pizzette fritte di venerdì sera e non avendo la possibilità di avere alcuno spazio fra le cosce nemmeno lasciandomi morire letteralmente di fame, continuerò ad assomigliare a Renato Zero. E, per vostra fortuna, questo non comporterà mai la pubblicazione di alcun mio selfie su internet.

Lady B.

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