Stravolgimenti e ritorni online

E niente. Il blog è rimasto fermo per un po` perchè, come alle volte succede, quello che non capita durante l`arco di una vita puó accadere tutto insieme, stravolgendo il normale corso delle cose.
Quindi me ne sono andata a vivere in India [immagino già lo “esticazzi” generale ma io qualche spiegazione devo pur darla!]
In realtà non vi è stata alcuna svolta mistica nè, tantomeno, ero alla ricerca di me stessa dal momento che mi sono già trovata da un pezzo. Il fatto è che ho trovato qualcuno per cui vale la pena mettersi in gioco e iniziare qualcosa di bello in un universo parallelo è un avvenimento talmente raro che non cogliere l`occasione sarebbe stato da scemi.

E così, da due mesi a questa parte, mi trovo ad avere a che fare con delle situazioni un po’ singolari.
Tipo la brutta storia dell’ elettricista.
Per la prima volta nella mia vita, ho a disposizione un terrazzo. Un terrazzo grande, bellissimo. E visto che l´ambiente lo consente, avevo deciso di mettere qualche lampada, tanto per dare colore.
Ok, avrei potuto farlo da sola. Avrei potuto portare su l´elettricità e collegare queste quattro lampade. E invece no. La pigrizia mi ha imposto di chiamare l`elettricista. Anzi, di farlo chiamare perchè, va da sè, l`elettricista parla solo in hindi.
Dopo un po´ salgo in terrazzo. E trovo 5 uomini seduti a terra che si stanno facendo una bella chiacchierata. In terrazzo. Sotto il sole. Con 30 gradi. Non potevo immaginare che questo movimento di cavi avrebbe richiesto un così elevato numero di elettricisti. Tuttavia mantengo un certo contegno e, cercando di non liquefarmi, mi rivolgo a quello che mi sembra il capo.
“Are you the electrician?” chiedo.
Mi guarda sconcertato “No, madame. I’m the cousin of the electrician.” Eh, scusa amico, mica te volevo offendere…
“And who’s The electrician here?”
“No electrician madam. Just a carpenter, a bamboo artist and a plumber”
“But I called for an electrician!”
“Sorry madam. No electrician”

Buttarsi giù dal terrazzo non avrebbe cambiato le cose, dunque mi sono messa al riparo sotto una tettoia di lamiera. Con 30 gradi, col sole a picco.

NB. L`elettricista a una certa è comparso ma dal suo sguardo ho intuito una certa disapprovazione. Comunque ora, pencolanti tra una sodoma e gomorra di fili indistricabili, troneggiano 4 lampade in carta di riso che probabilmente prenderanno fuoco al primo black out, costringendomi a valutare la pericolosità dell´attività di interiors designer.

Lady B.

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