Quella brutta storia del falegname

Circa tre settimane fa, IMG_0109ho chiamato un elettricista.

Di per sè non è che sia una grande notizia. Insomma, sto elettricista per qualche motivo insondabile, non si è mai presentato. Prima ha mandato il cugino, che però faceva l’idraulico, e poi un suo amico che si è  spacciato per elettricista ma che, in realtà, è un guardiano notturno. Avrei dovuto insospettirmi quando il guardiano notturno, tal Suresh, ha cercato di fare dei collegamenti elettrici avvalendosi dell’aiuto del mio  mocio. Ma, se c’è una cosa che ho deciso di fare, è il non pormi mai assolutamente alcuna domanda. Dunque, vuoi usare il mocio [umido peraltro] come palo elettrico? Non incontrerai la mia resistenza anche  perchè quando ho provato a obiettare che potesse essere pericoloso, mi è stato fatto intendere che tacere è una virtù alle volte.
Comunque il buon Suresh ha adempiuto al suo compito, ci siamo salutati molto amichevolmente e il giorno dopo è esplosa una lampadina in segno di festa.

 

Oggi ho alzato il tiro.
Mi sono imborghesita e ho chiamato il falegname.
C’erano alcuni lavoretti da fare e avevo bisogno assolutamente di un consulto.
Dopo diversi tentativi andati a vuoto, riesco a mettermici in contatto. Con una certa dose di professionalità mi assicura che sarebbe arrivato nell’arco di mezz’ora. Altra cosa che ho imparato è che in India il tempo è una banale e inutile convenzione.
Per cui dopo sole quattro ore, bussano alla porta.
“Hello! Are you the carpenter?” che in italiano suona come “Ti prego, dimmi che sei il falegname…”
“No madame, I’m the electrician.”
Silenzio. Assordante.
“But I don’t need an electrician…I need a carpenter…”
Ne esce fuori un dialogo completamente privo di senso che, per comodità, traduco. Anche perchè l’elettricista parlava solo in hindi dunque ho avuto bisogno di diversi interpreti, tra cui un autista, una cuoca e il marito della cuoca.
“Lo so. Ma non sempre è possibile ottenere tutto. E oggi il falegname non lavora, mi ha detto di dirtelo”
“Ok. Ma non può venire domani? Non ho bisogno del tuo aiuto”
“C’è sempre bisogno di un elettricista…”
“Si ma io devo rimuovere una base di due metri da uno specchio di legno e fissare lo specchio al muro…”

Insomma, alla fine, mi ritrovo l’elettricista e il marito della cuoca davanti allo specchio.
“Senti” mi dice “vado a prendere il trapano. Tu prendi questa brugola e datti da fare”.
Quindi, senza nemmeno capire come, mi ritrovo a scavicchiare la base del mio specchio, coadiuvata dai preziosi suggerimenti del marito della cuoca e dell’elettricista. Visto che c’ero, ho fissato gli stop al muro, ho fatto i buchi e ho appeso lo specchio suscitando l’ammirazione dell’elettricista che, giustamente, mi ha chiesto di essere pagato perchè mi aveva prestato il trapano.
“Signora, se posso permettermi un commento” chiosa la cuoca “ha appeso lo specchio un po’ storto. Faccia più attenzione la prossima volta”. Mi scuso con lei per la mia imperdonabile sciatteria e vado in cucina a farmi un caffè.

In India tutti possono insegnarti qualcosa. Compreso un elettricista, che può farti capire che puoi fare tutto nella vita. Compreso diventare un falegname.

Lady B.

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