Un po’ ayurvedico, molto arbre magique

Come detto tante volte, a me l’India provoca l’insorgere di tante patologie ossessivo compulsive. C’è stata quella brutta storia di tappeti, che mi ha visto acquistare in blocco cose di sindacabile gusto, c’è stata la sordida faccenda delle lampade di carta di riso.

Ultimamente ho cercato doili contrastare l’irresistibile impulso di comprare quantità massicce di oli ayurvedici. Si, perchè arrivata a Nuova Delhi, mi sono subito imbattuta in un negozio che avrebbe ridotto in poltiglia persino il cervello della donna più razionale e intelligente del globo terracqueo. Un posto in cui oli da massaggio, lozioni per capelli, saponi e acque di colonia sono disposte in un modo disastrosamente affascinante. Come sotto ipnosi, ci sono entrata e sono uscita con 50 tipi di oli diversi. L’olio per i capelli sfibrati al neem, l’olio per i massaggi ai talloni (che, ovviamente, non deve essere confuso con l’olio per i massaggi alla schiena), l’olio per le unghie, succo pressato a freddo di aloe vera, scrub per ogni parte del corpo e circa 150 saponette. Tutte ayurvediche, s’intende.

Poi sono tornata a casa e, con scientifica deficienza, mi sono spalmata di tutti gli oli a disposizione assumendo la sinistra sembianza di un capitone la sera prima di capodanno. Va da sè che ero talmente unta da essere diventata idrorepellente, quindi una semplice doccia non è bastata a togliere tutto quel grasso che avevo addosso.

Ieri ho ceduto all’ennesima compulsione. Gli oli essenziali. Che, essendo stati considerati per 30 anni, come delle inutili stronzate ad oggi stanno assumendo un’importanza cardine nel mio quotidiano. Pertanto quantità mastodontiche di oli, con relativi “Oil Burners” hanno fatto un magistrale ingresso fra le mura domestiche. E dunque, mettendo piede in casa, rischiate di andare a sbattere contro un muro di odori variegati. Dal pino silvestre, che porta con sè la fragranza dell’arrosto, allo ylang-ylang, che fa sempre un po’ arbre magique. La presenza maschile della casa, umana e felina, mantenendo un dignitoso contegno, sembra ignorare questo proliferare di candeline. Fino a quando non mi sarà fatto notare che la casa assomiglia al Verano, io proseguirò negli acquisti.

Lady B.

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