Big Tank

Una delle cose più complicate di Delhi, è riuscire a farsi la doccia la mattina. E il gradiente di difficoltà aumenta vertiginosamente se ci si trova nella stagione secca.
A Delhi non esiste un approvvigionamento idrico diretto. Funziona tutto attraverso un complicatissimo sistema di cassoni, pompe e orari di consegna dell’acqua che, chiaramente, se sei straniero non conoscerai mai.

“Allora, la mattina alle 9 accendi la pompa che è collegata al big tank che si trova nel basement che poi porta l’acqua nel nostro tank. Mi raccomando…alle 9 PUNTUALE. Che il big tank è condominiale e altrimenti l’inquilino del primo piano si prende tutta l’acqua. Calcola 15 minuti dal momento in cui l’hai accesa e poi spegnila altrimenti si fonde la pompa e si allaga il terrazzo. Ok?”
Che se mi avesse parlato in urdu sarebbe stato uguale. “Ah. L’interruttore della pompa è montato al contrario, ma tu non farci caso”. “Certo. Tranquillo”

Nel frattempo io vivevo un grosso conflitto interiore perchè, conscia di tutti i miei limiti, ero sicura che mi sarei dimenticata di spegnere la pompa rischiando di far crollare il palazzo. In ogni caso, per un mesetto, le cose sono filate quasi lisce. Poi c’è stato il temutissimo “shortage of water”.
Nonostante tutte le mattine corressi ad accendere l’acqua e diversi ceri votivi affinchè questa arrivasse al nostro tank, per quasi due settimane siamo rimasti senz’acqua. Che poi con quei 40 gradi era sempre un piacere. Non potendoci lavare con le bottiglie d’acqua potabile, alla fine abbiamo optato per andarci a fare la doccia in palestra. Solo la doccia eh, palestra niente che fa male alla salute.

Poi un bel mattino, dopo aver fuso il motore della pompa nel tentativo di pescare un residuo inesistente di acqua, noto che l’uomo del primo piano, per comodità ribattezzato First Floor, stava annaffiando le piante del suo giardinetto con ettolitri d’acqua.
First Floor è un fervente cristiano e infatti, sul suo pianerottolo, si trovano diversi altarini inneggianti alla fede. Per la verità ha fatto costruire anche un enorme altare in cemento armato in terrazzo. Un abuso aberrante che tuttavia viene utilizzato dal suo personale di servizio più che altro come stendino per i panni.
Lo saluto, mi saluta. “Come siete fortunati…avete tutta quest’acqua, potete addirittura annaffiare le piante! Noi non riusciamo nemmeno a farci la doccia” Dico. “E’ la volontà di Dio” Risponde. Poi tace un po’, mi guarda e mi dice “Comunque questa è l’acqua del vostro tank”. Taccio, lo saluto e vado via.
Mi consulto poi con la signora che mi aiuta a risolvere tutti i problemi a casa, Arti, spiegandole che siamo senz’acqua forse perchè qualcuno al piano di sotto ha manomesso la nostra pompa. “No problem” risponde. E scende armata di scopa. Io nel frattempo mi chiudo in un silenzioso riserbo, nella speranza che la signora non percuota First Floor. Dopo 10 minuti mi dice che è tutto a posto e che, anzi, l’indomani, sarebbe venuto qualcuno a sistemare la pompa. Non ho il cuore di chiederle se la nostra scopa si sia macchiata di qualche crimine. Per cui decido di fare finta di niente. Il che, ovviamente, comprendeva un silenzio generale sulla vicenda anche con il mio povero ignaro compagno che ormai era rassegnato a vivere in palestra.

Un paio di giorni dopo, avendo acceso l’interruttore della pompa, ci sediamo a fare colazione. Fuori, gli uccellini che cinguettavano. Dentro, due persone e un gatto. La pace totale. Quando all’improvviso una voce metallica inizia ad urlare in hindi dalla cucina. “कृपया ध्यान दें! पानी की टंकी भरा है!”
“Ma cos’è?! Un campo di rieducazione coreano?” Urla l’unico ignaro della casa, nel tentativo di sovrastare la voce metallica che in filodiffusione sta raggiungendo ogni stanza. “E’ l’allarme di riempimento completato del nostro tank” gli rispondo urlando. “Attention please! WATER TANK IS FULL!” riprende sempre urlando la voce, questa volta in inglese.
Mi alzo, vado in cucina e lo spengo. Mi guarda di sottecchi, in cerca di una spiegazione. “Ce lo ha fatto installare First Floor. E’ un regalo.”
Siccome siamo in India, non mi fa altre domande e sorseggia il caffè.

Così non sono costretta a raccontargli che un bel giorno di settembre, la nostra scopa, accompagnata da Arti, è scesa al piano di sotto a mettere in chiaro con il personale di servizio di First Floor che il comunismo non può essere applicato alla pompa dell’acqua.

Lady B.

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