Grazie dei fiori

“Dobbiamo anFeatured imagedare dal fioraio”
Che se mi avesse detto “Devi chiuderti un dito dentro la porta”, avrei avuto meno remore.

Si, perchè andare dal fioraio è un’esperienza mistica che mette a dura prova la pazienza di chiunque.
Badate bene. Non è che andare da tutti i fiorai dell’India comporti l’esaurimento nervoso. Solo quello che sta sotto casa che, oltre ad essere un riconosciuto ladro, impesta il suo chiosco con degli incensi luciferini i quali hanno la chiara funzione di stordire la clientela.
Se vi dovesse capitare di passare per Delhi e doveste vedere un banco di fiori da cui si solleva un prodigioso fumo nero e denso, ecco, state nei pressi di casa nostra.

Dunque il fioraio. Mi preparo psicologicamente e dico a bassa voce “Si, ma io resto in macchina” “NO!Tu devi venire con me. E scegliere il bouquet.” A questo punto sono consapevole che succederà un disastro.

Torniamo indietro di qualche mese.

Ero appena arrivata in pianta stabile a Delhi. Era tutto bello, tutto romantico, tutto irrealisticamente semplice.
“Andiamo dal fioraio? Dobbiamo prendere un mazzo di fiori per una ragazza che ci ha invitati a cena” dice colui che ha reso la mia vita fiorita
“Ma certo” cinguetto. E finisco di vestirmi.

Appena arrivati davanti al chiosco, noto un sinistro cambiamento nella postura di quello che, fino a un secondo prima, era il gentiluomo che mi aveva conquistata.
Mascella serrata, vena in mezzo alla fronte pulsante, pugni stretti.
Tipico assetto da rosicamento. Lo guardo con fare interrogativo. Vuole forse percuotere il fioraio? Capisce i miei dubbi e mi dice con fare complice “Il fioraio è un ladro.” come se questo chiarisse tutto.
Con qualche perplessità, scelgo un mazzo di fiori.

“How much?” chiede la mia metà migliore con fare imperioso
“1.500 rupees”

Apriamo la solita parentesi chiarificatrice: 1.500 rupie sono quasi 20 euro. Un prezzo che sarebbe alto anche in Italia. I mazzi di fiori, in tutta l’India, si aggirano intorno alle 350 rupie. Tranne che sotto casa nostra.
Chiudiamo la parentesi.

Mentre, con fare aggraziato, mi aggiro tra mazzi di fiori un po’ mosci (c’era comunque un caldo fenomenale) e del fumo tossico di un incenso non proprio organico, sento un ruggito.
Mi faccio largo nella cortina di fumo e scopro, con orrore, che il ruggito non è quello di una bestia feroce fuggita dalla giungla ma del mio gentiluomo. Il quale ha ingaggiato non una contrattazione, ma ha proprio scatenato una guerra in direzione del fioraio. Che, dal canto suo, non sembra particolarmente impressionato.
Temo che la mia metà possa essere vittima di un embolo. Egli è molto rosso. Quindi commetto l’errore di avvicinarmi con intenti pacificatori. Obnubilato dalla negoziazione un po’ sopra le righe, forse mi scambia per la moglie del fioraio quindi, per par condicio, se la prende anche con me.
Dopo un quarto d’ora di furibondi rilanci al ribasso che avevano attirato l’attenzione di tutto il quartiere, si accordano su un prezzo e ce ne andiamo.
Saliamo in macchina. Io con i capelli dritti e gli occhi di fuori, lui apparentemente sereno.
“Sei diventato matto?” chiedo
“E’ normale, funziona così.” mi risponde, regalandomi il più affettuoso dei sorrisi.

A distanza di mesi, l’andata dal fioraio è sempre motivo di tensione.

Sino a l’altro giorno.
Quando il fioraio del mio cuore ha affinato la tecnica della negoziazione.
Arriviamo sgommando in macchina davanti al chiosco,lui abbassa il finestrino e dice “How much?” senza manco indicare il bouquet desiderato. “1.500 rupees” risponde il fioraio senza nemmeno guardarci.
Proteste varie ma sbrigative da entrambe le parti. Poi si arriva a un prezzo. Mi guardano entrambi e non posso fare a meno di sentirmi colpevole di qualcosa che non mi è chiara. “Beh? Scegli il mazzo di fiori!” mi viene detto.
Un po’ confusa, indico un mazzo a caso. Il fioraio ce lo incarta, si scambiano ancora qualche amichevole insulto, il fioraio appoggia il mazzo sul sedile posteriore della macchina, i due si salutano e ce ne andiamo. Il tutto in 3 minuti di orologio.

Rimaniamo in silenzio durante il tragitto. Vorrei dire qualcosa, tipo “Sei completamente pazzo” ma lascio perdere. Mi guarda con i suoi occhi grandi complici, mi prende per mano e ci avviamo a cena.

Alla padrona di casa, abbiamo regalato dei crisantemi.

Lady B.

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