Settecento Sogni

Circa un anno fa ho deciso che volevo mettere un punto e andare a capo.
C’erano tanti motivi. CFeatured image‘era un Paese, il mio, che mi faceva venire il fegato verde ogni mattina. C’era un lavoro, il mio, che mi costringeva a ringraziare un capo che non stimavo perchè, sfruttando le mie competenze, mi dava di che mangiare. Poco, ma mi dava di che mangiare. C’era una vita precaria. Ma soprattutto c’era il mio cuore che stava a 8000 chilometri di distanza da casa. E ogni mattina mi alzavo con il cuore sempre più lontano e la testa che mi doleva perchè sentiva che c’era una decisione importante, importantissima, da prendere. Una decisione di vita.

E allora, circa un anno fa, ho deciso che poteva bastare così. Ho iniziato a mettere qualcosa da parte, non molto, giusto qualcosa, e ho comunicato alla mia famiglia che, basta, sarei partita. Me ne sarei andata. Lontano, verso il mio cuore e la mia testa.

Mi sono sentita coraggiosa, tanto coraggiosa. Perchè, mi sono detta, ho avuto la forza di osare. Di andare. Di costruire la vita che desideravo vicino alla persona che amo.

C’è stato un episodio che mi ha fatto molto riflettere. Un individuo che, durante una discussione tra amici su una tematica che ora nemmeno ricordo, mi ha detto che ero una codarda perchè “abbandonavo la Patria”. Un discorso dal sapore neofascista così balordo che non lo degnai di considerazione. Io avevo scelto, io me ne sarei andata. Lui sarebbe rimasto lì. Forse contento, forse solo frustrato, chissà.

Sarei partita. Avrei inseguito il mio sogno, il mio desiderio.

Oggi, dopo un anno, devo ringraziare. Perchè non sono stata solo coraggiosa ma anche molto fortunata. Perchè ho avuto facoltà di scegliere e ho realizzato il mio sogno. Mentre da qualche parte, non lontano dal Paese da cui me ne sono andata, 700 sogni sono stati spazzati via, sepolti dentro quella grande fossa comune che chiamiamo Mare Nostrum.
E non credo di aver voglia di far retorica su quanto siano ingiuste le dinamiche dell’esistenza.

Penso, piuttosto, con rabbia, ai commenti che può aver fatto quell’individuo che, affollando le già gonfie fila degli inumani, avrà parlato di “blocchi navali”, di “si aiutassero da soli” e di tutte queste bestialità tipiche delle persone con cui la natura è stata molto poco generosa. Che poi sono anche coloro che, spesso, si trincerano dietro ai valori della famiglia, del cristianesimo. Ai quali vorrei ricordare queste parole, che non sono di sicuro mie. “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.

Se non siete in grado di rivolgere delle parole di umanità verso chi ha avuto il coraggio di andare almeno oggi non perdete l’occasione di tacere.

Lady B.

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