Pomodori assassini

“Sai, credo che non funzioni il condizionatore del salone”

Dovrei prendere questa frase e scolpirla nel marmo. E non perchè l’abbia detta io, quanto, piuttosto, perchè l’aveva pronunciata la metà maschile della casa. La parte intellettuale della coppia. E, visto che il braccio non sempre fa ciò che la testa suggerisce, la mia democratica risposta è stata: “Valà, ma che ne sai? Funziona perfettamente”.
Chiudendo così ogni discussione.

Discussione che avevo riposto nel dimenticatoio della memoria fino ad oggi. Quando, dati i 41 gradi esterni e una temperatura interna percepita intorno ai 48 gradi, ho visto sudare il gatto. Sudare e boccheggiare, guardandomi con un espressione di chiaro rimprovero.
Accendo il condizionatore e esce fuori una ventata bollente d’aria subsahariana. Come stare sotto un enorme phon.
Faccio per mandare unFeatured imagesms al manutentore del mio cuore ma mi blocco di colpo. Se dicessi che il condizionatore è rotto, potrebbe ragionevolmente tirarmi dietro una scarpa.
Tento il tutto per tutto. Chiamo l’elettricista. Ebbene si, chiedendogli di venire proprio il giorno stesso della chiamata, non tre settimane dopo.
“Madame” dice Arti “Io penso che alle volte tu sia un po’ matta. Come puoi pensare che l’elettricista venga subito?”
Insisto, ne va della mia reputazione. Oltre che della salute del gatto.
Nel frattempo, mi siedo su una sedia e sudo copiosamente. Il gatto mi guarda con i suoi occhioni che sembrano dirmi “Sei una criminale”.

Le ore passano. Quando, d’un tratto, si sente un botto. Che stiano scoppiando dei mortaretti in casa?
Allarmata, entro in una cucina deserta. Vedo colare della sostanza rossa da un armadietto. Non so cosa pensare, temo che Chander si possa essere chiuso nell’armadio e, inavvertitamente, sia saltato per aria. Cose così. Del resto i 50 gradi in casa non aiutano a mantenersi lucidi.
Vado a sciacquarmi il viso in bagno.
“Madame” Arti mi guarda con disappunto “E’ scoppiato un barattolo di pelati e il gatto ci sta passeggiando dentro”. Zampettate rosse ovunque. Sembra la scena di un crimine. Il barattolo, per dimostrare la sua disapprovazione verso una temperatura troppo sopra le righe, ha deciso di farsi saltare per aria. Meglio lui che Chander, penso.
“Arti…ma l’elettricista?”
“Madame, l’elettricista dice che fa troppo caldo. Verrà domani. O forse dopodomani”

Vabbè. Sono quasi le 14 in India. E approfitto dei mezzi di comunicazione di massa per dire alla mia metà migliore che in casa si muore di caldo e che, si, forse aveva ragione lui.
Il condizionatore del salone potrebbe essere rotto.

Lady B.

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