La mattinata dei campioni.

“Madame. Oggi alle 9, verrà l’uomo che ripara i condizionatori” mi dice Satish, il driver.
“Chi, l’elettricista?”
“No Madame. L’uomo del condizionatore. Amico dell’idraulico che però non è il cugino. Capito?”
Certo.

Comunque alle 9 in effetti, è arrivato uno. Uno con dei baffi fenomenali, secondi solo alla panza che sfoggiava con orgoglio.
Ci salutiamo con molta cortesia, poi si siede per terra. Davanti al condizionatore incriminato.
E inizia a parlare da solo.

“Satish…ma che diavolo fa questo?!”
“Madame, io sono esperto di macchine, non di condizionatori.”
Rimaniamo in silenziosa attesa

Dopo 3 o 4 minuti, il nostro uomo si alza e mi dice che è pronto a lavorare.
Impreco mentalmente perchè in cuor mio già so che sarà una mattinata densa.

“Madame, tu non preoccuparti. Risolveremo tutto prima che my boss torni a casa.
Parentesi “my boss” sarebbe la mia metà migliore, chiamato con questo titolo reverenziale da Satish.

Tempo due ore, un tempo piuttosto breve per gli standard locali, e come al solito capisco che qualcosa sta andando non proprio secondo i parametri di sicurezza a cui sono scioccamente abituata.

L’uomo dell’aria condizionata infatti pencola pericolosamente dal balcone. Appeso in un modo curioso, con un piede che fa perno su un ramo,stringe delle tronchesi tra le mani.
Satish, affacciato alla finestra del salone, comunica con lui urlando a tutta manetta. Il gatto, deluso di essere stato tagliato fuori dalla discussione, miagola che pare una tromba di nave. Nel frattempo, ad aggravare una situazione già di per sè fuori controllo, arriva Chander. Armato di aspirapolvere.

“Clean!” mi dice imperioso. E attacca l’aspirapolvere
“Chander, non ora. Passiamola dopo l’aspirapolvere…ho staccato la corrente…”
“No clean?”
“No…”
“Why?”
“Ho staccato la corrente…stanno riparando i condizionatori…”
“Ooh. Very dirty”
Mi annoto mentalmente di far presente a Chander che l’aspirapolvere funziona solo con la corrente inserita.

Mentre mi perdo in queste riflessioni di alto profilo, arriva l’uomo del condizionatore. Sbuffa come un mantice ed è piuttosto sudato. Insieme a lui, compare un altro figuro con un turbante. Pian piano, tutti gli umani e i felini che sono presenti nell’appartamento accorrono in salone.
E così, in sei, ci ritroviamo a fissare il condizionatore.
“Ora Madame, prendi una seggiolina e mettiti davanti al condizionatore. In silenzio”
Sono confusa. Mi sembra più una pooja purificatrice che un’azione di manutenzione.
Se ne vanno tutti in terrazzo e io rimango da sola sulla sedia. In silenzio.

“Madame. Il condizionatore è riparato. Però un altro è tutto bruciato.”
Oggi non credo di potercela fare e quindi adotto il metodo procrastinatorio che ho messo a punto qui.
“Ok. Ti chiamo magari domani eh…”

Cerco conforto nella mia metà migliore e gli descrivo la situazione. “Certo che tu dovresti importi un po’ di più eh…” mi risponde.
Però io ho davanti la visione di Chander che, non potendo ancora passare l’aspirapolvere, armato di scopetta di saggina, sta spolverando la terra di un vaso in salotto.
“Sorry Madame.” mi dice a un certo punto “Ma la terra è molto sporca”.
“Certo. Fai pure.”

Tanto qui, le cose si sistemano sempre da sole.

Lady B.

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