Una storiella omertosa

Dunque, oggi vorrei toccare un argomento un po’ spinoso. Quelle cose di cui nessuno parla mai. Ma devo per forza così, la prossima volta che dovesse venirmi in mente di fare qualche sfregio a qualcuno, ci penso un paio di volte.
Niente giri di parole. Si discuterà dell’annosa questione del cesso.

Mi sono già dilungata sul fatto che quell’infame del proprietario di casa ci ha sfrattato e sul fatto che noi non eravamo propriamente d’accordo. La mia metà migliore, essendo appunto migliore di me, aveva preso le cose con filosofia. Io invece no. Quindi, non trovando di meglio, ho deciso di otturare lo scarico di un gabinetto utilizzando la sabbietta sporca del gatto. E poi, non contenta, l’ho detto ai quattro venti.
La sera successiva, i sensi di colpa. Non miei, io sono una persona orribile e non ho quasi mai sensi di colpa, ma della mia metà migliore.
“Senti, non è giusto, dovremmo andare a sturare quello scarico.” mi dice. Io, in silenzio, continuo nella mia attività di rimozione delle doppie punte. E l’argomento muore lì.

Il giorno dopo, a casa nuova, l’inferno. Ventritrè traslocatori, il gatto assatanato, la maid col marito e il driver. Tutti dentro l’appartamento. Mi suona il telefono. “Guarda, ci ho pensato. Lo faccio io. Io voglio sturare lo scarico. Chiedi solo se Arti può procurarmi dell’idraulico liquido” “Ok. Sappi che io su tutta questa faccenda non sono mica d’accordo. Comunque glielo chiedo e ti mando Satish in ufficio con l’idraulico liquido e un secchio”
Finita la conversazione vado da Arti, che stava parlottando con Satish, il driver, e le chiedo, per l’appunto, se può rimediarmi dell’idraulico liquido. Lo farei da me ma non saprei nemmeno dove cercare.
Mi guarda con occhi di fuoco e mi trascina in un angolo. “Madame, sei pazza? Che fai, mi chiedi di occuparmi del gabinetto davanti a Satish?” “Oh, beh. No ecco. Chiedevo solo se sapevi dove prendere dell’idr…” “shhhhh! Madame! Io non mi occupo delle cose del cesso. E se lo faccio, deve rimanere un segreto. Quindi ora vai da Satish e chiedi a lui di rimediarti queste cose.”
Non so cosa dire. Torno nel salone ma nel frattempo, ai traslocatori a Satish e al marito di Arti, si sono aggiunte 5 persone.
“E voi chi sareste?” chiedo “Io sono il tappezziere. E questo è il mio aiuto e questo qui è l’aiuto del mio aiuto. Prepara il tè” Capisco. E con orrore mi ricordo che avevo chiesto al buon uomo di farmi delle tende. Ma, mai pensando che sarebbe arrivato puntuale, gli ho fissato appuntamento nel momento più incasinato della settimana. Memo per me. I tappezzieri indiani sono puntuali. “Ok.” dico “Montate pure le tende” “No madame. Ora noi ci mangiamo una cosetta per terra e poi inizio a cucirle” “Non sono già cucite?!” “No. Ovvio.” Ovvio. Fai un po’ come te pare. Comunque ci sono altri due figuri che proprio non so chi siano. “E voi?” “Io vendo tappeti e lui è mio cugino. Vende statue di legno” Statue di legno che spuntano da un borsone che ha suscitato l’interesse vivo del gatto. Onde evitare che il medesimo decida di usare il borsone come lettiera, sbatto i due fuori di casa.
Il tappezziere tira fuori una macchina da cucire del 1914 e inizia a fare un baccano infernale. Cuce le tende.

Mi suona il telefono “Ricordati l’idraulico liquido”
Vado da Satish, che sta davanti a Arti, e gli chiedo di portare in ufficio dall’idraulico della mia vita, tutto il materiale richiesto. Satish impallidisce visibilmente.
“Che c’è?” Chiedo “Madame. Non posso andare in ufficio e farmi vedere con lo sturacesso. Poi la comunità dei drivers mi prenderebbe in giro. Qui queste cose non si fanno”
E se uno scarico si ottura? Mi chiedo tra me e me.
“Vabbè allora nascondi tutto nel portabagagli della macchina…così non ti vede nessuno”
“No. Chiamiamo il negozio e facciamolo arrivare al cancello principale dell’ufficio…”
Chiamiamo. Nessuno risposta.
Si arrende e va a comprare quanto richiesto, con l’accortezza di nascondere tutto.
“E, mi raccomando Madame. Di al boss di rimanere vago eh…non mi deve chiedere niente.”

Da questo momento in poi, una storia di omertà
Metà migliore: “Ehi Satish…” sottovoce “Hai preso QUELLE COSE?”
Satish:”Si Sir. Sono nel portabagli Sir”
MM “Satish andiamo a casa vecchia che devo fare ALCUNE COSE”
S “Si Sir. Io ti aspetto di sotto Sir.

Inutile dire che l’intervento della mia metà migliore in giacca e cravatta non ha intimorito per niente il gabinetto otturato poichè la sabbietta del gatto è diventata più dura della malta. Quindi a fine giornata la mia metà migliore è intossicata dai fumi chimici dell’idraulico liquido, il gabinetto invece è orgogliosamente intasato.

Il giorno dopo.
Satish: “Sir…come sono andate QUELLE COSE a casa vecchia?”
MM “Molto male Satish.”
S “Sir. Vuoi che vada con i miei cugini a vedere UN PO’ DI COSE?”
MM “Satish, mi sarebbe di grande aiuto. Grazie.”
S “Certo Sir, è un piacere Sir.”

Ancora non ho tratto una vera e propria lezione da tutto questo. Tranne che, a volte, l’omertà è una virtù.

Lady B.

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