Una pagnotta nel cuore

Nel dubbio che potessimo riuscirci, per qualche tempo ho cercato di portare avanti un progetto dieta abbinato a un progetto fitness.
In pratica una specie di tortura fisica e mentale che consisteva nel mangiare moltissime verdure, zero pane e nel fare dello sport. Questo sconosciuto.
Uso il plurale perchè avevo deciso in via autonoma che anche il dietologo del mio cuore dovesse aderire a questo programma.

“Bene. Da domani ci mettiamo a dieta”
“Non ci penso proprio”
“Bene. Da domani ci mettiamo a dieta”
“Ma perchè? Io non voglio mettermi a dieta! Mettitici tu…”
“Bene. Da domani ci mettiamo a dieta”
“Eccheppalle”

La convivenza funziona anche così: che una prende le decisioni e l’altro fa un minimo sindacabile di resistenza che però può essere ignorata.

Quindi a pranzo un’insalata e nel pomeriggio palestra.
Non c’è bisogno di dire che, primBread_trail_Covera di uscire di casa, io stessi rosicchiando di nascosto la gamba del tavolino del salotto per fermare quel leggero languore che l’insalata mi aveva lasciato.

“Io ho fame.”
“Ma smettila”
“Tu sei una prepotente. Dittatrice e prepotente”

La sera, pollo alla griglia con verdure grigliate. E morte nel cuore.

Poi arriva il week end.
La mia metà migliore è molto afflitta. Sospetto che si mangerebbe anche il gatto ma, non essendo vicentino, si limita a guardare dentro un frigo talmente vuoto che ospita solo topi che piangono per la fame.
Andiamo in palestra. Bene, penso. Siamo riusciti a scavallare la fase peggiore, quella del risentimento mista alla compulsione di doversi mangiare qualunque cosa, commestibile e non.

Poi il trappolone.
“Senti però ora andiamo a prenderci un caffè dai francesi”.

Premessa. A Delhi non è che i bar spuntino fuori come i funghi. Diciamo che non ci sono bar, nemmeno come idea. Per cui se vuoi bere un caffè che non ti faccia avvilire c’è un unico posto. Una specie di pasticceria/panetteria che ha un nome francese ma che comunque è gestita da indiani. La cosa buona è che si trovano, oltre a un caffè accettabile, cornetti burrosissimi, dolci a base di strutto e delle ottime pagnottine.
E se hai una fame che ti sembra di essere appena venuto fuori dalla peggiore delle carestie, non è il posto giusto dove entrare.
Tuttavia, avendo una forza di volontà che manco un paramecio, acconsento. Al massimo, ci possiamo prendere un dolcetto come premio.

Nella pasticceria c’è un caos totale. Troppa gente. Decidiamo di non prendere il caffè ma di comprare due pastarelle e una pagnotta.
“Io tengo il pane” afferma perentoria la pagnotta della mia vita “tu vai a pagare”
E così dicendo, mi spinge in avanti verso la cassa. Sono tutta presa a sniffare i profumini che vengono dal bancone e inizio a pensare che sta storia della dieta sia tutta un’enorme cazzata.
Immersa nei miei pensieri, non presto assolutamente caso a ciò che mi dice il cassiere.

“Scusi, può ripetere? Quanto le devo?”
“Vuole che gliela taglio?”
“Come scusi?”
“Ehi…vuole che gliela taglio?”
“Deve essere imbecille” penso. Sto per rosicare quando mi rendo conto che non sta guardando me ma un punto che si trova oltre la mia spalla.

Mi giro e mi trovo davanti alla più decadente delle visioni.
La mia metà migliore, approfittando del caos imperante, aveva iniziato a mordere la pagnotta di gran lena, senza nemmeno spezzarla con le mani. E tuttavia il cassiere, non facendosi i fatti suoi, l’aveva tanato col sorcio in bocca.
“Sir. Vuole che le tagli la pagnotta così la mangia meglio?”
E il Sir, dopo un primo momento di imbarazzo, con un movimento elegante di indice, rimette la pagnotta nella busta; con un gesto sprezzante si pulisce la farina dalla punta del naso e con un perfetto accento british risponde “No, thank you. I was just tasting it”
Poi mi guarda con un’espressione truce e mi dice che mi aspetta fuori.

La sera, a cena, prosciutto, formaggio, una cifra di pane e due dolcetti e vino.
Tanto per ribadire che noi la dieta non la faremo mai più

Lady B.

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One response to “Una pagnotta nel cuore

  • mrspaltrow

    Ah ah !Mi hai fatto morire. Io non ho mai fatto una dieta in vita mia 1-perchè non funzionano 2- perchè è probabile che quella pagnotta l’avrei finita prima che l’indiano chiedesse di tagliarla!

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