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Vademecum per il matrimonio

“E, insomma, ci sposiamo!”

Dopo che darete questo annuncio, niente sarà più come prima.

LA MAMMA

“Ma che davero te sposi? Ma nun è che me stai a prende in giro? Hai trovato qualcuno che te se pija pe tutta a vita? Ma hai scelto e bomboniere? E le partecipazioni? Ma a che tavolo la mettemo zia Pina? Quella sta sur cazzo a tutti… Vabbè, famo che nun la invitamo proprio…Ma ndo ve sposate?
“A Mà…me l’ha chiesto ieri, ancora nun c’avemo pensato a tutte ste cose. Ma poi chi è zia Pina?”

LA LOCATION

La location che fino a tre settimane fa se chiamava “er posto ndo organizzà er ricevimento”.
Naa location succede un fenomeno strano. Appena se pronuncia a parola “matrimonio”, i prezzi pe partito preso se duplicano.

Vuoi mette un divanetto in giardino pe fa sedè l’ospiti? 500 euro.
Vuoi mette na forchetta in più? 500 euro
Vuoi mette na candelina de sbieco? 500 euro.

Senti, famo che zia Pina nun se siede e quindi er divanetto nun ce serve e levamo pure e posate che st’anno er fingerfood va alla grande.

I FIORI

I fiori so un mistero. E margherite de campo, ar campo so gratis. Quanno devono finì sur tavolo tuo te costano più de tutto er ricevimento messo insieme

“Famo senza fiori?”
“No. Nun fa er pulciaro.”
“Allora addobbamo un tavolo sì e uno no?”

E se finisce a litigà perchè già zia Pina magna co e mano e nun se siede ma mo metterla pure ar Tavolo Sfregi, quello vicino ar cesso e senza manco i fiori, me pare troppo.

IL CATERING

Il catering è quella cosa che ve perseguiterà nei vostri incubi peggiori pure dopo 30 anni de matrimonio

“Pop corn di parmigiano reggiano su letto di insalata liquida con gamberetti marinati in un fondo bruno di fassona”

In che senso? Ma se magna sta roba?
Che poi tu volevi fa na cacio e pepe e invece pare brutto quindi te devi magnà i pop corn de parmigiano.

Ma magnateli te i pop corn. Te e zia Pina.

IL VESTITO

Ce se può scrive un’enciclopedia sur vestito

“Allora che modello ti piace? Quello a sirena, quello a principessa, quello in macramè, quello in tulle o quello a coda alla vaccinara?”

Senti, a me serve na cosa che nasconda il culo, na cosa che nasconda i maniglioni antipanico che c’ho sui fianchi e che possibilmente nun me faccia confinà co l’Austria. Me serve na reincarnazione più che un vestito.

“A senti, ora mi raccomando non ti ingrassare che abbiamo stretto l’abito eh…”

Se, ciao…

IL CELESTE TIFFANY

Er che?

“Se non fai un matrimonio a tema “celeste Tiffany non sei affatto chic”

Senti, ma io ho fatto mette ner menù e cirioline caa porchetta…ma posso esse chic?

E comunque esce fori che sto celeste Tiffany è er colore delle mattonelle der cesso de Zia Pina quando l’anni ’80 erano l’anni ruggenti.

LA LISTA DI NOZZE

NO. A lista de nozze no. Passi er divanetto, passi er pop corn e passi pure er celeste tiffany. Ma a lista de nozze no.
E comunque er delicatissimo candelabro d’argento in stile Overlook Hotel t’ariverà uguale. Senza Jack Nicholson.

(In realtà sposarsi è bellissimo. È bellissimo andare in giro con la mamma alla ricerca dell’abito che ti faccia sentire perfetta, è bellissimo scegliere i dettagli con la tua metà migliore, è bellissimo discutere e ritrovarsi la sera abbracciati sul divano a fantasticare del viaggio di nozze.
Ed è bellissimo quando quel giorno vi guarderete negli occhi e leggerete nello sguardo dell’altro la profondità di un amore che si rafforza ogni giorno e che vi ha fatto diventare una squadra.)

Lady B.


Holi! Una storia di colori e di divano

Domani sarà Holi qui in India.
Una festività che segna la fine dell’inverno. Quindi l’inizio della primavera con la sua esplosione di colori.

E’ legata anche ad un aneddoto religioso in base al quale, secondo calcoli lunari, vi è un giorno in cui gli dei trionfano sui demoni. In sostanza un demone dal nome impronunciabile (Hiranyakashyap, per i più coraggiosi) avrebbe cercato di imporre il suo regno costringendo gli umani a venerare esclusivamente la sua persona. Come spesso accade, nel suo delirio di onnipotenza, Hiranyakashyap si dimentica di tenere sotto controllo il suo figlio prediletto, Prahlad, che, facendogliela sporca, diventa devoto di Vishnu.
Hiranyakashyap, con estrema maturità, chiede alla propria sorella, Holika, di uccidergli il figlio dandogli fuoco. In barba all’understatement.
Holika acconsente e si dà da fare per accendere un rogo sacro. Nei pressi della pira, Prahlad e la demone si fronteggiano e, quando Prahlad sta per avere la peggio, interviene proprio Vishnu.
Che butta Holika nel fuoco chiudendo così i giochi.
E dunque stasera molti Hindu accenderanno un fuoco sacro, chiamato Holika, che dovrà bruciare fino a quando l’ultimo legno non sarà cenere. In questo modo, anche quest’anno, gli dei avranno trionfato sui demoni.
Domani, per celebrare questa vittoria, per le strade tutti si cospargeranno di colori. E, realisticamente, tireranno addosso a chiunque gli capiti a tiro secchiate di acqua colorata.

Oggi sono passata davanti a un mercatino. C’era un chioschetto che vendeva super liquidator da caricare con quest’acqua colorata. Accanto al chioschetto, almeno una decina di ragazzi intenti a scegliere l’arma migliore.
Mi avvicino, tanto per non farmi i fatti miei.
“Giornata piena eh?” dico a uno di loro
“Si si. Magari foFeatured imagesse sempre così” mi risponde
“Così come?”
“Così, che ci sono mille cose da fare, da correre tutto il giorno, sudare tantissimo. Nemmeno un secondo per il divano. Mica siamo morti!”

Mh. Nemmeno un secondo per il divano.
Sono quasi un po’ commossa. Per i loro 15 anni che sono un’esplosione di vita, per i miei 15 X 2, che sono gli anni della presa di coscienza che i 15 sono veramente troppo faticosi.

Quindi viva i quindicenni, viva i quindicenni al quadrato ma, soprattutto, viva il divano. Sempre.
E felice Holi a tutti.

NB. L’immagine in evidenza mostra la sottoscritta. Su un divano. In uno stato di morte apparente.

Lady B.