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La mamma

La mamma è quella che “mamma ma dove sta il mio zaino?” “Guarda che se vengo lì e lo trovo te le suono!”

La mamma è quella che “mangia ancora un po’!” “No grazie sono piena!” “Ho detto mangia! Che sennò si butta ed è peccato!”

La mamma è quella che, in una giornata di inverno, “mamma dove sono le mie pantofole?” “Te le ho messe sul termosifone così sono belle calde!”

La mamma è quella che “Ti sei messa la canottiera?” “Ma ci sono 35 gradi!” “Non importa, portati pure una sciarpetta che poi a 30 anni ti viene la cervicale!”

La mamma è quella che “Mamma sono disperata…mi ha lasciato!” “Oh, meno male va. Era proprio un deficiente, andiamo a festeggiare!”

La mamma è quella che “Oh, mamma, oggi sembri Maga Magò!” “Oh. Dici? Ma cos’è quella roba sul tuo sedere? Non sarà mica cellulite…”

La mamma è quella che “Mamma vado a vivere in India” “…” “Hai capito?” “Si. Forse mi si è rotto un pezzetto di cuore ma per la felicità. E portati una sciarpetta”

La mamma è quella che “Oddio mamma…il gatto sta male e qui non trovo le medicine giuste” e nemmeno hai finito la frase che lei, alle 9 del mattino, sta nella sede del DHL a spedire un pacco pieno di medicinali per gatti. Poi magari nel pacco ci mette pure una sciarpetta. Ma solo per sicurezza.

La mamma è l’àncora, la certezza, l’abbraccio. E’ quella che si rispecchia nella tua vita senza permettersi di giudicarla. Quella che sostiene tutto, come la chiglia di una nave.

E quanto siamo fortunati ad averla è una scoperta che dovremmo fare appena il nostro sguardo incrocia il suo.

Lady B.


Il sacrificio di una madre

Oggi mi sono resa colpevole di una brutta cosa. Ho utilizzato il buon nome di una persona per raggiungere un mio meschinissimo fine.

Ma andiamo con ordine.

Sono circa due anni che provo a spiegare ad Arti che “fritto” è buono. Ma anche “fritto” tutti i giorni è l’anticamera della morte. O quantomeno dFeatured imagei un grosso problema di colesterolo. E veramente ho usato tutti gli espedienti. La mia dieta (mai fatta una dieta in vita mia, ma tentavo di indurla in inganno), la dieta della mia metà migliore, il cambio di stagione, il “è finito l’olio per sempre perchè sono morti tutti gli ulivi del mondo”. Tutte le ho tentate, ma niente.

“Madame. Te lo dico molto chiaramente. Non approvo che tu voglia mettere Sir a dieta. L’uomo deve mangiare” mi ha detto un giorno, mentre strizzava delle zucchine talmente intrise di burro da essere trasparenti. “Tu puoi pure mangiare un po’ meno, ma Sir deve mangiare”.

E così per due anni la tirannia del fritto ha regnato sovrana. Che poi, mi direte, quale tirannia? Pure i copertoni dei tir se li friggi sono buoni. Chiaro, ma non con 50 gradi.
Ad ogni modo, questa tirannia ha comportato un’eccedenza di maniglie sui miei fianchi che, per diversi lustri, avevo tenuto in forma. Il che mi porta ad assomigliare sempre di più ad un tricheco, oltre al fatto che siamo prossimi all’estate e vedere tutta questa gente magra, in forma e fitness dipendente mi crea dei grossi scompensi.

L’altro giorno cerco di impormi. “Arti. Stasera per favore non prepararci nulla. Se vuoi, giusto due patate bollite e dei fagiolini” “Si Madame” mi risponde. Laconica. Sento tutta la sua disapprovazione sul mio collo ma decido di non soprassedere.
Dopo 15 minuti mi chiama. “Madame. Le patate bollite fanno schifo. Ho fatto un purè e dentro ci ho messo i fagiolini” fa una pausa e mi indica poi il lato sinistro della teglia dove troneggiano almeno 4 chili di purè. “Questo qui è il tuo lato.”
Ciò detto se ne va. E io sottovaluto l’importanza dell’indicazione geografica della mia cena.
La sera mi preparo a servire questo purè e per caso noto una strana escrescenza sul lato destro della teglia. Il lato della mia metà migliore. Scosto un po’ di patate e scopro, con raccapriccio, che sotto un sottile strato di tubero spiaccicato riposa una pallottola di burro del diametro di 6 centimetri.
Un evidente omaggio di Arti ai trigliceridi dell’amata metà.

La mia tecnica aveva palesemente fallito.

Oggi Arti è entrata in casa brandendo un bottiglione di olio. Ci salutiamo con il consueto affetto per quanto noti l’assenza di Chander, il marito. Ma non ho tempo di chiederle spiegazioni perchè devo mettere assolutamente in pratica il mio piano B.

“Arti, che ne dici se preparassimo delle melanzane grigliate per cena?” “Certo Madame!” dice, iniziando a coprire di olio il grill. “No, aspetta. Sai, ho sentito la mamma di Sir prima.” Si immobilizza. “Abbiamo parlato a lungo di melanzane grigliate e lei mi ha detto che non sarebbe contenta se venissero preparate usando l’olio.”
L’ho sconfitta. Perchè in India puoi pure essere il primo ministro in persona, ma se tua madre non approva qualcosa stai pur certo che non hai scampo. Figuriamoci se a non approvare è la madre del tuo principale.
E’ molto avvilita. Scola l’olio dal grill. “Ma devo anche asciugare queste goccioline?” mi chiede “Si. Rispondo gravemente “E’ la madre di Sir a chiederlo”.
Mi sento terribilmente vigliacca e sono certa che alla madre della mia metà migliore stiano fischiando le orecchie ma non c’era scelta. L’ho dovuta sacrificare sull’altare dell’unto.

Dopo qualche ora mi si avvicina, guardandomi di sottecchi. “Madame…ma non è che questa è tutta una menzogna? Dio ti vede se menti. Non è che vuoi mettere Sir a dieta?” “Chi io?” rispondo, senza aggiungere altro, tante volte venissi fulminata da qualche divinità protettrice del fritto.
Aggiunge con fare desolato “Sai Madame. Questi uomini sono una mezza fregatura. Non durano niente. Oggi Chander non è venuto perchè gli hanno chiuso una mano in una porta blindata. Io ho partorito due figli e non ho protestato. Lui si schiaccia una mano e fa tutte queste lagne.”

E così se ne va, lasciandomi vagolare in una mare di pensieri unti

Lady B.


A casa di mamma

A casa diFeatured image mamma, il caffè si prepara da solo e arriva caldo e profumato proprio sul tuo comodino.

A casa di mamma, le magliette e i vestiti impataccati di masala e curry che hai provato a smacchiare usando anche il kerosene, non solo tornano puliti ma profumano anche di lavanda.

A casa di mamma, alle 8 del mattino c’è già un buon profumo di soffrittino. Specie se la mamma è un po’ terrona.

A casa di mamma, c’è sempre un regalino nascosto da qualche parte. Magari non proprio nascosto, certe volte è proprio in bella mostra sulla scrivania.

A casa di mamma, la cioccolata è messa casualmente dentro i cassetti dei mobili. Perchè se tante volte ti viene a trovare qualcuno dall’India, c’è sempre una tavoletta alle nocciole da poter mangiare davanti alla TV insieme.

A casa di mamma, nelle scatole di biscotti al burro danesi ci sono conservati aghi, fili e bottoni. Perchè va bene la cioccolata, però non è che si può stare sempre a mangiare.

A casa di mamma, gli armadi sono sempre tutti in ordine. Anche se arriva una figlia che incasina tutto e tira tutto fuori.

A casa di mamma, ci sono scorte di dentifricio per far fronte alla guerra atomica. Perchè non sai mai se trovi l’offerta 3X2 al supermercato la settimana dopo.

A casa di mamma, il frigo è sempre bello pieno. Ma non di cose precotte. Nel frigo di mamma ci sono appese collane di salsicce e bracciali di mozzarella.

A casa di mamma, il pane si fa in casa. E pure la pizza.

A casa di mamma, anche se hai 30 anni e vivi in India, ne hai sempre 10. E questo è un bel guadagno perchè non avrai mai bisogno dell’antirughe.

Lady B.