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Piovono noci di cocco.

“Satish, ho un problema enorme.”
“Che succede Madame?”
“Sono presa d’assalto da un esercito di piccioni. Mi stanno scagazzando tutto il terrazzo.”
“Oh.”

Tutto questo succedeva circa un mese fa quando, improvvisamente, non abbiamo più potuto usare il nostro terrazzo coperto perchè, non un esercito, ma due stramaledetti piccioni hanno iniziato ad appollaiarsi di notte sul cassone dell’aria condizionata e usavano il terrazzo come fosse un’immensa toilette.

La mia metà migliore aveva adottato un atteggiamento piuttosto fatalista in merito.

“Lascia pure che caghino. Tanto prima o poi moriranno.”

Inaccettabile.

“Madame, ora penso un po’ a una soluzione.”

Mi ha invece detto Satish con un piglio risoluto. Il tipico piglio risoluto di chi, anzichè risolvere un problema, ne sta per creare un altro.

E così una bella mattina di febbraio sento dei tonfi fortissimi sulla vetrata del salone, quella che aggetta sul terrazzo.
Tonfi e botti che stavano iniziando a farmi preoccupare. Stava forse scoppiando la guerra senza che io ne avessi avuto sentore?

Esco in terrazzo e trovo uno scenario piuttosto singolare.
Il pavimento del terrazzo, oltre a essere coperto dei soliti ricordi di piccione, era anche coperto di noci di cocco.
Esatto.
Noci di cocco, quelle che si trovano sulle palme.

Eppure il mio terrazzo è coperto e intorno a casa mia non ci sono palme. Al massimo qualche palmetta nana.
E mentre cerco di fare mente locale una noce di cocco mi colpisce su uno stinco. Provocandomi molto dolore.
Ed è per questo che non riesco a prestare attenzione alle urla che vengono dal vialetto di casa.

“MAAADAMME! MAAAAAADAME!”
“Satish, maledizione, che vuoi? Mi piovono noci di cocco in terrazzo.”
“Ma no che non ti piovono! Te le sto tirando io!”

Non ci posso credere. Mi affaccio e lo vedo: un puntolino nascosto in un cespuglio con un secchio traboccante noci di cocco.”

“Sei pazzo? Vuoi forse essere licenziato?!”
“No Madame. Tiro le noci di cocco ai piccioni. Non ci posso fare nulla se tu ti metti in mezzo.”

Rientro a casa leggermente frastornata.
Satish aveva detto che avrebbe trovato una soluzione al problema dei piccioni e, in effetti, l’aveva trovata. Pericolosa, antieconomica e non risolutiva.

Sempre più disperata, inizio una ricerca certosina su internet di un bene apparentemente introvabile in India: i dissuasori per i piccioni. Quegli spunzoni di ferro che si attaccano ovunque e che fanno assomigliare tutti gli ambienti alla Warp Zone di Super Mario.
Incredibile, li trovo. E ne ordino tonnellate.

Oggi mi sono arrivati. Se la gioia si misurasse in spunzoni, io sarei stata la persona più felice della terra. Passo una giornata a montarli e alla fine sono talmente soddisfatta che mostro il mio lavoro a Satish.

“Che ne pensi?”
“Mah, Madame, che ti devo dire. Sei antiquata. Le noci di cocco sono meglio e poi dopo che gliele hai tirate puoi anche mangiartele.”

E così dicendo se ne va, mentre nella mia testa si affacciano prepotenti i Prophilax con i loro consigli sui mille usi delle noci di cocco.

Lady B.