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Big Mess!

“No Madame. Oggi Chander non può venire perchè a casa di Madame G. c’è davvero un big mess”

Facciamo un paio di passi indietro.
Quando questa conversazione si è svolta io versavo in uno stato di disperazione totale poichè, come spesso accade, si stava verificando una morìa incontrollata di elettrodomestici unita al fatto che non avevo assolutamente voglia di occuparmi della questione. Dunque, con grande forza d’animo, avevo deciso di delegare tutto. A Arti o, se proprio Arti non fosse stata disponibile, a Chander.

L’assenza di quest’ultimo era un problema, visto che Arti mi aveva fatto garbatamente notare che lei si occupava di tutto ciò che riguardava la cucina ma non del resto.

“Ma che è successo da Madame G?”
“No, non puoi capire Madame. VeFeatured imageramente un big mess”
E, per rendere meglio l’idea, ha iniziato a gesticolare in un modo che manco un romano subito dopo una rissa.

Sento la mia metà migliore e riporto l’accaduto, non fosse altro perchè Madame G. è una nostra amica e ci sembrava veramente strano che a casa sua fosse scoppiato un uragano.Avrà fatto un festone senza invitarci? I ladri? E’ impazzita e ha rovesciato tutto per terra?

Le ipotesi non sono andate avanti a lungo perchè “Madame, il gatto si sta mangiando tutte le tue palmette”. Quindi la rappresaglia da compiere sul felino mi ha fatto dimenticare dell’assenza di Chander e del big mess.

Qualche giorno dopo, a cena, parliamo con Madame G.
Che ci racconta un po’ di cose, tra cui il fatto che stava disperatamente tentando di cambiare la disposizione dei mobili in alcune stanze. Da sola. Se fosse stata un donnone di 80 chili per due metri di altezza, la questione non avrebbe avuto rilievo. Ma ella è minuta e immaginarla mentre trascina cassettoni pesantissimi in giro per casa immersa nella calura indiana ci aiuta a capire meglio il “disperatamente” iniziale.

“Ma proprio non capisco. Io cambio la disposizione e la sera, quando torno a casa, me li ritrovo tutti come erano prima” dice, ormai completamente sconsolata.

A quel punto a noi è tutto chiaro. Madame G. ha commesso un errore madornale. Ha sottovalutato Chander il quale, mal tollerando mutamenti anche, per dire, a casa di altri, ogni volta che entrava nella dimora di Madame G. si faceva venire lo scorbuto perchè tutti i mobili erano stati spostati, causando un BIG MESS. Un gran casino, insomma.
Che poteva fare dunque il buon uomo? Stringersi nelle spalle e pensare, al limite, che la sua datrice di lavoro era impazzita ma lasciar tutto come aveva trovato oppure non chiedersi nulla e rimettere tutto a posto al millimetro?
A questo interrogativo vi è solo una risposta.

Rimane da riflettere su questo. Se Madame G., signorina minuta e aggraziata, ci mette 40 minuti per spostare i mobili, come è possibile che Chander ci metta circa sei ore e si presenti a casa mia sudato, distrutto e con delle occhiaie che farebbero l’invidia di Tom Waits?

A questo interrogativo invece non vi è proprio risposta.
Tranne che in India funziona sempre tutto al contrario

Lady B.

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Quella brutta storia del falegname

Circa tre settimane fa, IMG_0109ho chiamato un elettricista.

Di per sè non è che sia una grande notizia. Insomma, sto elettricista per qualche motivo insondabile, non si è mai presentato. Prima ha mandato il cugino, che però faceva l’idraulico, e poi un suo amico che si è  spacciato per elettricista ma che, in realtà, è un guardiano notturno. Avrei dovuto insospettirmi quando il guardiano notturno, tal Suresh, ha cercato di fare dei collegamenti elettrici avvalendosi dell’aiuto del mio  mocio. Ma, se c’è una cosa che ho deciso di fare, è il non pormi mai assolutamente alcuna domanda. Dunque, vuoi usare il mocio [umido peraltro] come palo elettrico? Non incontrerai la mia resistenza anche  perchè quando ho provato a obiettare che potesse essere pericoloso, mi è stato fatto intendere che tacere è una virtù alle volte.
Comunque il buon Suresh ha adempiuto al suo compito, ci siamo salutati molto amichevolmente e il giorno dopo è esplosa una lampadina in segno di festa.

 

Oggi ho alzato il tiro.
Mi sono imborghesita e ho chiamato il falegname.
C’erano alcuni lavoretti da fare e avevo bisogno assolutamente di un consulto.
Dopo diversi tentativi andati a vuoto, riesco a mettermici in contatto. Con una certa dose di professionalità mi assicura che sarebbe arrivato nell’arco di mezz’ora. Altra cosa che ho imparato è che in India il tempo è una banale e inutile convenzione.
Per cui dopo sole quattro ore, bussano alla porta.
“Hello! Are you the carpenter?” che in italiano suona come “Ti prego, dimmi che sei il falegname…”
“No madame, I’m the electrician.”
Silenzio. Assordante.
“But I don’t need an electrician…I need a carpenter…”
Ne esce fuori un dialogo completamente privo di senso che, per comodità, traduco. Anche perchè l’elettricista parlava solo in hindi dunque ho avuto bisogno di diversi interpreti, tra cui un autista, una cuoca e il marito della cuoca.
“Lo so. Ma non sempre è possibile ottenere tutto. E oggi il falegname non lavora, mi ha detto di dirtelo”
“Ok. Ma non può venire domani? Non ho bisogno del tuo aiuto”
“C’è sempre bisogno di un elettricista…”
“Si ma io devo rimuovere una base di due metri da uno specchio di legno e fissare lo specchio al muro…”

Insomma, alla fine, mi ritrovo l’elettricista e il marito della cuoca davanti allo specchio.
“Senti” mi dice “vado a prendere il trapano. Tu prendi questa brugola e datti da fare”.
Quindi, senza nemmeno capire come, mi ritrovo a scavicchiare la base del mio specchio, coadiuvata dai preziosi suggerimenti del marito della cuoca e dell’elettricista. Visto che c’ero, ho fissato gli stop al muro, ho fatto i buchi e ho appeso lo specchio suscitando l’ammirazione dell’elettricista che, giustamente, mi ha chiesto di essere pagato perchè mi aveva prestato il trapano.
“Signora, se posso permettermi un commento” chiosa la cuoca “ha appeso lo specchio un po’ storto. Faccia più attenzione la prossima volta”. Mi scuso con lei per la mia imperdonabile sciatteria e vado in cucina a farmi un caffè.

In India tutti possono insegnarti qualcosa. Compreso un elettricista, che può farti capire che puoi fare tutto nella vita. Compreso diventare un falegname.

Lady B.